palazzo cesaroni_ppPERUGIA Come mai le tariffe aumentano se i servizi restano tali e quali? È il legittimo dubbio espresso oggi dalle associazioni dei consumatori (Movimento difesa del cittadino, Cittadinanzattiva, Associazione consumatori utenti), i cui rappresentanti, insieme a Vasco Cajarelli della segreteria regionale Cgil, sono stati sentiti a palazzo Cesaroni dal comitato per il monitoraggio e la vigilanza sull’amministrazione regionale. Sul tavolo, il tema dello smaltimento dei rifiuti in vista del nuovo piano regionale.
Basta con le discariche Oltre alla richiesta di un cambio di strategia e di maggiore trasparenza, è stato bollato come “ingiustificato l’aumento delle tariffe, con vistose differenze da una città all’altra, a fronte di servizi non all’altezza, che ripropongono il conferimento in discarica e troppo poco vanno nella direzione auspicata da gran parte della popolazione, quella del riciclo e del riuso”.

Potenziare la raccolta porta a porta “Per altri 4 o 5 anni sarà ancora possibile conferire rifiuti nell’unica discarica che può ancora accoglierli, quella di Borgo Giglione, con il transito di almeno 30 camion al giorno su strade e luoghi assolutamente non idonei a tale traffico – hanno sottolineato i rappresentanti di Cittadinanzattiva – ma abbiamo il tempo di cambiare politica. Temiamo vi sia un tentativo di forzare l’emergenza – ha detto Gabriele Silvestri – per arrivare alla soluzione di bruciare nei cementifici. Investiamo piuttosto parte dei 20 milioni destinati al nuovo inceneritore che non si farà per potenziare la raccolta a porta a porta, che comporta anche un incremento di posti di lavoro”.

Differenze tra le città “I cittadini devono pagare lo smaltimento dei rifiuti, ma le bollette che stanno arrivando assomigliano tanto a una seconda Imu, anche a livello di stangata economica per le famiglie – ha detto Giuliano Mancinelli dell’Acu (Associazione consumatori utenti) – perché si viene a pagare sulla base dei metri quadri in cui si vive, e paga tanto al metro anche chi vive solo, in modo indifferenziato rispetto ad una famiglia numerosa”. Lamentata anche la disparità di trattamento da città a città: a Perugia si paga più del doppio della media regionale”. L’esempio citato è quello di una famiglia con tre persone in 100 metri quadri: “più di 300 euro, a fronte della media umbra di 150 euro”.

Investire in recupero e riciclo “Rifiuti zero è la strategia, non un’utopia – ha affermato Cristina Rosetti del Movimento difesa del cittadino – e piuttosto che puntare sulla termovalorizzazione che, contrariamente a quanto si dice, non crea lavoro, facciamo presto a dotarci di impianti adeguati per il recupero e il riciclo, che avranno sicure ricadute positive sull’occupazione”.

Rifiuti e occupazione Per il sindacalista Vasco Cajarelli (segreteria regionale Cgil), serve “una strategia che abbia un impatto positivo sull’occupazione in questo momento di crisi lacerante”. “Il Piano rifiuti è chiaramente superato – sostiene – serve un’economia di scala, non certo l’attuale numero di aziende, oltre 30, che lavorano sui rifiuti”. La presidente del comitato di monitoraggio, Maria Rosi, ritiene che il punto di vista dei consumatori e degli utenti dei servizi “è fondamentale per assumere le decisioni più giuste e condivise nel prossimo Piano regionale dei rifiuti” e per questo la giunta “dovrà tenerne conto”.

Corriere dell’ Umbria

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