meanaPERUGIA Marina e Carlo Ripa di Meana hanno venduto la loro splendida villa di Montecastello di Vibio. L’acquirente è un russo. L’avevano comprata oltre venti anni fa da Danilo Setteposte, medico condotto di Montecastello di Vibio che a sua volta l’aveva avuta da Amalia Amalfi, la bella signora ebrea amante del gerarca Achille Starace che per vivere la sua storia d’amore con una giudea aveva dovuto nascondersi tra le colline umbre. Per comprare “La Carlina”, magnifica residenza con un parco di tre ettari ed una veduta mozzafiato, Carlo Ripa di Meana aveva dovuto discutere a lungo con la moglie ma alla fine l’aveva spuntata grazie anche alla brigata di Carlini della coppia che nel giardino avrebbero potuto godere di una libertà impossibile da avere nell’appartamento romano in Pratiche, per la cronaca, pochi giorni fa è stato svaligiato mentre i coniugi erano in vacanza a Cortina d’Ampezzo.
In pratica lei aveva accettato di lasciare ogni tanto la metropoli romana soprattutto per i suoi “bambini” a quattro zampe. Aveva ristrutturato con gusto la casa e gli annessi (uno l’aveva chiamato la “casa di Lucrezia” e messo a disposizione della figlia), costruito la piscina, riempito il parco di fiori, piante ornamentali, alberi da frutto e pratini all’inglese. E con il marito Carlo e tanti amici vi passava weekend e lunghi periodi soprattutto quando aveva bisogno di pace e tranquillità per scrivere i suoi libri (l’ultimo in ordine di tempo è il recente “Invecchierò ma con calma”). A volte la dava in affitto “per rientrare un po’ delle spese”. Rimane nella storia della casa il burrascoso soggiorno di Madonna che “mi ha fatto vedere i sorci verdi. Un giorno ha buttato dalla finestra tutti i materassi perché, diceva lei, erano pieni di spilli. Balle, erano tutti nuovi”. Il legame dei Ripa di Meana con la casa e con il territorio sembrava inossidabile al punto da aver celebrato il loro matrimonio religioso nella parrocchia di Montecastello di Vibio invitando ad un piccolo ricevimento tutti gli abitanti del paese. Invece, all’improvviso, ecco arrivare la notizia. “Abbiamo deciso di vendere La Carlina perché per noi è diventata troppo grande, stiamo invecchiando, non è più nei tempi della nostra vita. Abbiamo bisogno di qualche cosa di più piccolo” precisa Marina “Mantenerla costava troppo e di questi tempi non si riesce più ad affittare”.

Notizia integrale nel Corriere dell’Umbria del 28 agosto

2 commenti su “Ripa di Meana: “Umbria addio, vendiamo La Carlina a un ricco russo”

  1. mio nonno danilo setteposte la doveva lasciare solo a sua figlia gigliola poveretta mia madre ci rimase solo che malissimo infatti poi ci e’ morta di crepacuore perche’ suo padre non gli aveva lasciato nulla,,,

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