roberto_maroni-300x199MILANO — Si chiama Credito InCassa, ed è il meccanismo col quale la Regione Lombardia di Roberto Maroni, finanzierà con un miliardo di euro quindicimila aziende lombarde, comprando i loro crediti in cambio di liquidità “pronto cassa”. In pratica la Regione diventerà un gigante del recupero crediti. Scrive il Corriere della Sera:

“«Il nostro provvedimento finanzia direttamente le imprese, quello del governo gli enti locali». In sintesi: «Il nostro piano funzionerà, quello di Roma no». Roberto Maroni si può godere il successo, dopo giorni di nervosismi e polemiche. La Regione garantirà sul ripianamento dei debiti delle pubbliche amministrazioni (Province e Comuni, per capirsi) a beneficio di quindicimila imprese lombarde. La «rivoluzione della concretezza», annunciata con una certa enfasi dal governatore leghista qualche giorno fa, diventa così una sfida lanciata al governo di Enrico Letta.

Si chiama Credito InCassa, il dispositivo pensato dalla giunta nordista. Le imprese potranno «cedere» alle società di factoring il proprio credito scaduto ricavandone in cambio liquidità. Ossigeno puro in tempo di crisi. La Regione garantirà i successivi pagamenti e ridurrà gli oneri finanziari connessi alla compravendita del credito. Il risultato netto? Un miliardo di euro a disposizione delle imprese (i crediti delle aziende lombarde nei confronti delle pubbliche amministrazioni sono però quattro volte superiori). I requisiti per richiedere il finanziamento? Un credito scaduto e certificato, da un minimo di 10 mila a un massimo di un milione e trecentomila euro. Il ritorno stimato sul tessuto produttivo lombardo? Un punto abbondante di Pil.

Il mondo dell’impresa, tutto il mondo dell’impresa lombardo, gradisce e plaude con convinzione alla svolta. Esulta anche Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio Lombardia: «Finalmente una buona notizia attesa da tempo dalle nostre imprese del settore dei servizi sulle cui spalle grava, a livello nazionale, il 76 per cento del debito delle amministrazioni pubbliche. Bene dunque questo passo importante e concreto»”.

A Maroni sono arrivati addirittura i complimenti dell’opposizione di centrosinistra. Il suo sfidante alle elezioni regionali, Umberto Ambrosoli, ha benedetto via twitter l’iniziativa del segretario leghista: “Diamo a Cesare quel che è di Cesare, questo provvedimento della giunta di Regione Lombardia è cosa buona”. È passato pochissimo tempo da quando Ambrosoli aveva criticato Maroni per l’immobilismo della sua giunta nei primi cento giorni di governo.

L’effetto di Credito InCassa, anche politico, si sentirà in tutto il Nord:

“«La portata dell’iniziativa è macroregionale», aggiunge però Maroni. Particolare che non è sfuggito agli altri governatori (leghisti) del Nord. Luca Zaia, per esempio, che dal Veneto legge nell’iniziativa lombarda «la prova provata dell’assenza di Roma dai nostri territori». Di più. «Questa non è solo una risposta di efficienza per le imprese, ma anche un grave atto di condanna nei confronti di chi ancora oggi nei palazzi romani sostiene la validità del patto di stabilità certificando la morte delle nostre imprese»”.

BlitzQuotidiano

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