LUCCA – Chissà cosa ne penseranno Mick Jagger e soci, che per intere generazioni hanno incarnato il mito del «Sesso, droga e rock ’n’ roll». Il loro stile di vita dissoluto ha fatto epoca quasi quanto le loro hit senza tempo. Ma Lucca non è (e men che meno vuol essere) una sorta di Woodstock dei tempi d’oggi. Se il festival che si tenne dal 15 al 18 agosto del 1969 a Bethel, nello stato di New York, fu il trionfo della cultura hippie senza regole né inibizioni, tutt’altro profilo è stato scelto per il concerto di sabato prossimo dei Rolling Stones. Che sarà pure un evento epocale ma senza «brindisi» esagerati.

La questura ha infatti in mente di allargare la zona dove abitualmente, anche durante le esibizioni del Summer Festival, viene vietata la vendita e la somministrazione di alcolici in confezioni di vetro o comunque rigide, che potrebbero essere utilizzate come «armi improprie» e potrebbero quindi costituire un pericolo. Ma la lista dei provvedimenti allo studio per consentire agli spettatori (ne sono attesi circa 55mila, senza considerare tutti i ‘portoghesi’ che proveranno a raggiungere Lucca per ascoltare il concerto nelle zone immediatamente a ridosso del Campo Balilla) di godere dello spettacolo in assoluta sicurezza. Innanzitutto, come lo stesso questore Vito Montaruli aveva annunciato in un’intervista concessa al nostro giornale il 19 agosto, un sistema di videosorveglianza ad hoc terrà sotto costante controllo tanto l’area del concerto che il flusso (sia in entrata che in uscita) degli spettatori. Nell’area di prefiltraggio verranno installate barriere tipo new jersey che dovrebbero scoraggiare eventuali attentatori animati dalla voglia di ripetere a Lucca quanto successo a Barcellona, a Nizza o a Berlino, con i camion lanciati a folle velocità sulla gente per falciare quante più persone possibile.

L’intenzione della questura non è ovviamente quella di diffondere un allarme che al momento non ha motivo di esistere ma visto il clima internazionale è sempre bene tenere la guardia alta. Proprio per questo Montaruli ha chiesto rinforzi al ministero dell’interno. Si parla di centinaia di unità, alcuni in forza ai reparti mobili e altri ai reparti speciali (primo tra tutti quelli anti terrorismo) che saranno di supporto agli uomini il cui dispiegamento è già stato previsto dalla questura e dalle altre forze dell’ordine.

La Nazione

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