carabinieri_lp-300x199ROMA – Tre settimane tra carcere e domiciliari, un arresto convalidato. Poi l’assoluzione con formula piena e tante scuse. E’ l’avventura capitata a un ragazzo di soli 21 anni a Roma. Colpevole, secondo l’accusa iniziale poi cancellata dal giudice con l’assoluzione, di atti osceni in luogo pubblico e in presenza di minori. In realtà, sosteneva il ragazzo e ha confermato la sentenza, un giorno d’agosto, appena sceso da un tram, si era semplicemente scrollato i pantaloncini per levarsi la sabbia dopo una giornata al mare a Ostia.

Forse una manovra un po’ azzardata, forse un filo di maleducazione, ma nessun atto osceno. Quel giorno però a una signora è sembrato un atto di libidine se non addirittura un tentativo di approccio sessuale. Fatto sta che la passante ha immediatamente allertato i carabinieri i quali, arrivati sul posto, hanno arrestato il ragazzo, Luca M., di Torre Angela. Successivamente, la rettifica: “Ho visto che si toccava, ma non ha toccato me”.

Ma ormai era tardi, il ragazzo ha subito un processo. L’equivoco è stato chiarito ma dopo tre settimane passate dal ragazzo tra carcere e domiciliari. Il pm in aula ha detto: «Il tentativo di violenza non è mai avvenuto. E se la denuncia rettificata, girata nei tempi dovuti dai carabinieri a Piazzale Clodio, fosse stata allegata subito agli atti probabilmente l’imputato si sarebbe evitato la convalida dell’arresto e altre due settimane di detenzione».

Il giudice ha infine disposto degli approfondimenti sui carabinieri che hanno redatto il verbale d’arresto, a detta del magistrato, con alcune lacune.

BlitzQuotidiano

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