Von Hagens, cadaveri in mostra a Roma.

ROMA - L’opera del controverso anatomista tedesco Gunther von Hagens ha scandalizzato il mondo.
La sua mostra Body Worlds è ora in corso per la prima volta in Italia, a Roma dove sta ottenendo un grande successo. Le esposizioni presentano i cadaveri dei donatori iscritti al programma dell’Istituto di Plastinazione di Heidelberg, modellati come statue.
Gunther von Hagens, quanta bellezza c’è nella morte?
«Molti direbbero che non ce n’è: la putrefazione terrorizza. Ma la Plastinazione è un salone di bellezza postmorte: tessuti adiposi e pelle raggrinzita vengono rimossi e la bellezza della morte diventa visibile».
Con le sue opere comunica che morte e malattia non sono da temere?
«Voglio indurre i visitatori a condurre una vita salutare e spezzare un tabù: la conoscenza medica dev’essere di tutti; mi batto per democratizzare l’anatomia».
Qual è lo spirito delle sue statue?
«Modellare i corpi plastinati in forme estetiche rappresenta una sfida. Ho coniato il termine di Arte Anatomy, cioè di presentazione estetico-didattica dell’interno del corpo umano».
Cos’è l’Arte Anatomy?
«Segue la tradizione rinascimentale, quando l’arte era frutto di abilità manuale. Il fulcro è la Plastinazione, con cui i tessuti molli vengono solidificati. Così produco anche le fette di tre mimmimetri di spessore, colorate e trasparenti come vetri dipinti; oppure frammento i corpi e li ricompongo con nuove prospettive».
Lei è più scienziato o artista?
«Sono un medico e mi considero uno scienziato, ma ho attitudini estetiche: da ragazzo ho praticato ballo da sala, apprendendo il senso dell’eleganza. Così, realizzo pose naturali, prossime alla realtà, che aiutno l’apprendimento didattico».
Perché le sue mostre fanno scandalo?
«Portano la dimensione postmorte nel quotidiano. È più di quanto la gente sopporti».
Come nasce il processo di Plastinazione?
«Lo inventai nel ’77: ero medico ed anatomista alla Heidelberg University. Mi mostrarono un cervello in un blocco di plastica. Suggerii di inserire la plastica nel cervello e due giorni dopo ebbi l’idea di usare la forza del vuoto per impregnare i corpi con polimeri come la gomma arabica».
Quale parte del corpo umano reputa più affascinante?
«Dopo 40 anni di lavoro, conosco il corpo umano come le mie tasche, ma il maggiore fascino risiede nel cuore: non ne ho mai visti due uguali».
Diventerà un plastinato dopo la morte?
«Sì, come i 13.000 volontari del nostro programma di donazione. Vorrei essere plastinato con il cappello in testa, mentre allargo le braccia, e tagliato a fette, in modo che una mia sagoma sia all’ingresso di ogni mostra: sarà il mio modo di salutare i visitatori».
Body Worlds,
Roma, Officine Farneto, Via dei Monti della Farnesina 73
www.bodyworlds.it











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