Roma: Villa Adriana, notti magiche con il festival internazionale
ROMA (13 giugno) - Villa Adriana: piscine e palazzi ombreggiati dai pini, teorie di colonne fra gli allori, i lecci e gli ulivi, cigni bisbetici e torme di gatti randagi. Una kermesse d’arte varia radunerà i cultori della gita fuori porta, gli
aficionados e i neofiti in cerca di emozioni estive, in questo luogo unico al mondo, oltretutto al riparo dagli effluvi solforosi delle Aquae Albulae. Si potrà entrare nella dimora dell’imperatore per rimanerci fino a notte fonda, costeggiando sotto la luna il Pecile, la grande piscina centrale. Lungo i bordi, la luce mai ferma delle fiaccole. Più oltre, nell’alveo delle Grandi Terme, echi di musica classica, voci d’attore, arcate di corpi impegnati nella danza. Grandi maestri, ore magiche, notti, con un po’ di fortuna, davvero imperiali.
Da martedì 15 giugno al 18 luglio c’è infatti a Tivoli, nell’antica reggia, il Festival internazionale di Villa Adriana, altrimenti detto FestiVAl. Che riporta, sul palcoscenico allestito alle Grandi Terme, teatro, danza e musica. Caratteristica della rassegna, che trae dalla locazione un fascino tutto particolare, è la nazionalità disparata degli ospiti, che arrivano da Taiwan, da Londra, da Parigi, da Tel Aviv...
Promossa dalla Regione Lazio e prodotta dalla Fondazione Musica per Roma in collaborazione con Mibac e con il Comune di Tivoli, la IV edizione dell’evento sarà inaugurata da Gnosis, del danzatore anglo-indiano Akram Khan (repliche previste fino al 16 giugno). E’ solo il primo di quattro appuntamenti con la danza, che quest’anno la fa da padrona: il Cloud Gate Dance Theatre of Taiwan arriva con le Songs of the Wanderers, proponendo, il 22 e il 23 giugno, una performance fra mito cinese e contemporaneità; il 26 giugno sarà la volta della Vertigo Dance Company, che impegna tredici ballerini israeliani in Mana-Vassel of Light, un’esplorazione del linguaggio e della sua relazione con i concetti di nazionalità, identità e religione. La fascinazione dei testi religiosi è anche al centro dello spettacolo del coreografo belga di origini marocchine Sidi Larbi Cherkaoui (il 16 e il 17 luglio), Babel, seconda parte di una trilogia sulla potenza (dopo Foi e Myth).
Due appuntamenti, fra loro assai differenti, quelli con il teatro: i pupi di Mimmo Cuticchio, il più noto erede della tradizione cuntista, saranno protagonisti del Tancredi e Clorinda di Monteverdi (4 luglio), mentre Aurélia Thiérrée, figlia di Victoria Chaplin, che sin da bambina condivide con la madre la passione per il circo e la vita nomade, in giro per il mondo in roulotte, sarà centro e motore di uno spettacolo di nouveau cirque, L’oratorio di Aurélia, (dall’8 al 10 luglio).
Per la musica il panorama è ancor più diversificato: si passa dal Pierino e il lupo di Prokofiev dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia (la voce recitante è quella di Filippo Timi, 1° luglio) alla PMJL, ovvero il laboratorio jazz del Parco della Musica, che propone Enrico Rava in Noir, rivisitazione dell’album Rava Noir, che vedeva il jazzista infilato in un poliziesco newyorchese nato dalla matita di Altan (13 luglio).
L’epilogo è affidato a Elvis Costello (pseudonimo di Declan Patrick MacManus, londinese di origini scozzesi, classe 1954: suo padre Ross MacManus cantava nella Joe Loss Band e, da solista, usava lo pseudonimo Day Costello) e al suo ultimo album, Secret, Profane & Sugarcanes. In quest’opera l’artista mescola country e acustica. Assieme a lui, per una chiusura a tutto gas, gli Sugarcanes, appunto. L’appuntamento con Costello, che ad inizio carriera ha frequentato ambienti punk e new wave, sviluppando un particolarissimo stile musicale e grande raffinatezza nella scrittura dei testi, è senz’altro uno dei momenti più gettonati della maratona in Villa.











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