TIVOLI: Leonetta Marcotulli, la ricerca dei materiali per una scultura viva
Grandi sculture di travertino, ceramiche, gessi e metallo raccontano la storia di una delle donne più eclettiche e creative del Lazio: Leonetta Marcotulli.
Presentata da Duccio Trombadori l’antologica dell’artista Lilly non si può clonare alle Scuderie Estensi a Tivoli, illustra il lavoro degli ultimi dieci anni dell’artista. Sabato 26 alle 17 si svolgerà la festa di presentazione. Organizzata dall’associazione “Arte Cultura Territorio”, questo «giardino romantico di opere d’arte» come lo definisce l’artista è un itinerario che parte dalle prime esperienze pittoriche per arrivare fino ai nostri giorni.
La Marcotulli ha vissuto a lungo a fianco di artisti come Mario Schifano, Tano Festa e Franco Angeli, con i quali è stata a lungo amica e insieme a loro ha condiviso l’espressionismo di uno stile che mira ai temi della pop art; fino poi ad arrivare alla consapevolezza di una strada personale che ha condotto la sua ricerca verso il linguaggio della scultura.
E Lilly Marcotulli, proprio nelle sue opere scultoree, ripropone le rimembranze di una suggestione arcaica: i suoi idoli di pietra rivelano ancora tracce indelebili di un passato non ancora trascorso e documentano anche la sua ricca storia personale. La mostra presenta inoltre una rassegna di materiali diversi plasmati dall’artista: l’argilla, il travertino, la ceramica il ferro lavorati prima a Trastevere e oggi a Rocca Canterano. Le sue opere sono state esposte in molti musei italiani, alla Carib Art Gallery di New York, in Venezuela e Argentina.
Il Messaggero











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