In barella per 4 giorni 'Non era in coma' 'Errore di comunicazione tra medici, valutazione diversa'

ROMA - "Quella donna non era in stato coma. La valutazione successiva si è rivelata diversa rispetto a quella iniziale. Probabilmente c'é stato un errore di comunicazione tra i medici".
Lo ha riferito il responsabile del Dea dell'Umberto I di Roma, Claudio Modini, in merito alla donna rimasta quattro giorni in barella al Pronto Soccorso. "La donna non era completamente lucida e ieri è stata trasferita dal pronto soccorso al reparto di neurologia. Era comunque vigile e in agitazione psicomotoria", ha aggiunto Modini. "Ci sono state delle inesattezze e la donna non era in coma - continua il responsabile del Dea - si tratta di una situazione diversa da quella rivelatasi apparentemente all'inizio. La donna infatti sarebbe vigile ma "non collaborante" e, secondo quanto si apprende da ambienti medici, non parla ma è reattiva, non risponde a ordini semplici, ha delle crisi convulsive per le quali necessitano terapie specifiche. La paziente, si è appreso, "risulta agitatissima per cui è necessario procedere a terapie per endovena non potendo somministrarle terapie orali". "Servirebbero meno polemiche e bisognerebbe trovare insieme una soluzione. Sappiamo che ci sono meno posti letto a causa del piano di rientro e dobbiamo trovare un modo per migliorare la situazione. I posti letto andrebbero, ad esempio, distribuiti tenendo conto delle richieste d' emergenza. Inoltre i medici dovrebbero lavorare in situazioni meno precarie e dovrebbe esserci più personale".
ISPETTORI ACQUISISCONO DATI POLICLINICO - Ieri gli ispettori del ministero della Salute hanno acquisito informazioni e richiesto dati ai responsabili del pronto soccorso del Policlinico Umberto I di Roma in merito alla vicenda della donna in coma e legata in barella. A quanto si è appreso, gli ispettori hanno chiesto informazioni anche sulla situazione generale del pronto soccorso dell'ospedale. "E' stato un colloquio lungo e costruttivo", ha spiegato il responsabile del Dea, Claudio Modini.
POLVERINI,PAZIENTE ASSISTITA DA 11 MEDICI - 'C'é un problema di organizzazione, ma la paziente è stata assistita da ben 11 medici nel fine settimana". Lo ha detto la presidente della Regione Lazio Renata Polverini, al Tg5, sul caso della donna in coma e legata in barella. "A noi - ha aggiunto - compete la riorganizzazione del sistema, un sistema complesso che si scontra con quello che negli anni si è consolidato. Ma siamo determinati ad andare avanti - ha concluso - faremo chiarezza, ci auguriamo che anche la Procura ci dia una mano".
IN COMA IN BARELLA, CONSEGUENZA DEI TAGLI ALLA SANITA' - Una situazione gravissima, quella dei pronto soccorso e della sanità sopratutto nelle regioni in 'rosso', destinata anche a peggiorare se non si interverrà subito, ed è conseguenza di una politica sanitaria fatta di tagli, spesso indiscriminati. La vicenda del Pronto Soccorso dell'Umberto I di Roma riporta in prima pagina la crisi della sanità italiana, e sono i molti ad indicare proprio nei tagli alle risorse le cause dei disservizi. "La sanità pubblica italiana - afferma Luigi Presenti, presidente dell'Associazione chirurghi ospedalieri italiani (Acoi)- è allo stremo. Il caso verificatosi al Policlinico Umberto I di Roma è legato, come altri casi verificatisi di recente, alle ormai sempre più importanti riduzioni delle risorse per la sanità pubblica". Interviene anche il presidente della commissione d'Inchiesta sugli errori sanitari, Leoluca Orlando, secondo il quale "é importante sottolineare che i disagi riscontrati nel Lazio non sono un'eccezione, ma sono un male ormai endemico che si riscontra, in generale, anche nelle altre Regioni sottoposte a Piano di Rientro: Campania, Calabria, Sicilia". A questo proposito, Orlando definisce "drammatiche", ad esempio, "le condizioni del Pronto Soccorso del Cardarelli di Napoli, così come al Loreto Mare, dove pazienti parcheggiati in barella nei corridoi sono una costante e i dirigenti denunciano, da mesi, sovraccarico di lavoro e continua carenza di organico a fronte di un costante aumento degli accessi al Pronto Soccorso". Il "gravissimo episodio del Policlinico come quello del San Camillo, non è un caso isolato": ad affermarlo è l'Fp-Cgil e la Cgil Medici, spiegando che "tagliando in modo indiscriminato posti letto ospedalieri ma non si costruiscono reali alternative sul territorio aperte h24 a partire dalla valorizzazione di tutti i medici convenzionati". "Quando i tagli alla sanità portano a conseguenze come quelle accadute all'Umberto I, vuol che è stato raschiato il fondo, per cui è necessario invertire il senso di marcia". E' l'opinione di Antonio Palagiano, responsabile sanità dell'Italia dei Valori, secondo il quale "non si tratta di un banale disservizio, di un'attesa più lunga o di un errore in campo sanitario. Si tratta di un orrore in campo umano prima e organizzativo poi che priva il malato della propria dignità, quando è inerme e non può reagire".











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