Stamattina alla Camera è atteso il terzo voto di fiducia sul Rosatellum bis, mentre nel tardo pomeriggio potrebbe arrivare il voto finale a scrutinio segretoIeri le prime due fiducie. M5s e Mdp si prendono le piazze intorno a Montecitorio per la rivolta contro la riforma elettorale. Tensione nel Pd. E D’Alema attacca: “Legge inaccettabile, la dirigenza logora la democrazia”.

I timori sul voto finale, verso la fiducia anche al Senato – Mentre sul terzo voto di fiducia sembrano non esserci dubbi, qualche interrogativo in più lo pone il voto finale a scrutinio segreto. Anche se dalla maggioranza ostentano sicurezza, si sospettano infatti una settantina di franchi tiratori e si spera che il numero non cresca. Ed è per accelerare e blindare l’iter del Rosatellum prima della legge di bilancio che si va verso la fiducia anche a Palazzo Madama.

Si “contano” i franchi tiratori – Via libera o affossamento, non ci sono altre possibilità. In casa Pd fanno il conto: sulla carta ci sono circa 420 voti a favore, dunque ci vorrebbero un centinaio di franchi tiratori. Non pochissimi e, soprattutto – in un solo voto – più facilmente “controllabili” e identificabili. Lorenzo Guerini rassicura: “Nel Pd non ci sarà nessun franco tiratore”.

Il dissenso – Le astensioni sono arrivate anche da quanti nella maggioranza hanno definito “inopportuna” la fiducia, come alcuni deputati di Des-Cd o, nel Pd, Gianni Cuperlo. Dissenso da Rosi Bindi, che ha votato la fiducia, ma dirà no alla legge nel voto finale.  La paura è che molti possano affossare la legge per timore di perdere il “posto”. “Basta, nessuno ricorda che con le preferenze avremmo dovuto lottare per conquistare il seggio”, spiega Enzo Lattuca. Anche molti renziani, si vocifera in aula, potrebbero bocciare il Rosatellum per tornare al Consultellum. A premere perché la legge cambi è stato anche il presidente della Repubblica emerito, e senatore a vita, Giorgio Napolitano secondo il quale la fiducia ha “pesantemente costretto” i parlamentari. Mentre un verdiniano candidamente ammette: “Ho votato una fiducia per avere i 300 euro di diaria”.

Renzi: “Ma quale fascistellum, polemiche assurde” – “La fiducia un colpo di mano? Si è parlato di fascistellum, abbiamo una torsione verso l’assurdo di commenti che ci definiscono come fotocopia del fascismo. Ci rendiamo conto della gravità di questa violenza verbale?”, spiega Matteo Renzi in merito alla protesta delle opposizioni. “Il Rosatellum – aggiunge – prevede collegi in misura inferiore al Mattarellum, ma dove sia l’elemento fascista dei collegi sfugge”.

Berlusconi: “Questa legge il male minore” – “Rispetto al Consultellum questo è il male minore. La lista unica sarebbe un grosso problema per noi, per non parlare delle preferenze, che sono il male della politica”, spiega Berlusconi a Il Corriere della Sera. Anche se il Rosatellum non è la legge ideale per i forzisti, dal momento che Fi rischia di essere penalizzata rispetto alla Lega.

Tensione Salvini-Meloni – Se la sinistra è lacerata da dissidi interni, anche il fronte del centrodestra si mostra non compatto. Giorgia Meloni, infatti, torna ad attaccare gli alleati, chiedendo di spiegare il sì di Forza Italia e Lega al Rostellum bis, da lei definito “uno schifo”. “A questo punto è opportuno – dice – un incontro con Berlusconi e Salvini che mi chiarisca il senso del loro sostegno ad una legge elettorale che, matematicamente, non consentirà di formare una maggioranza certa e un governo che difenda gli interessi degli italiani”. Ma l’appello della leader di Fratelli d’Italia a Berlusconi e Salvini per un chiarimento cade nel vuoto.

Polemiche per la norma salva-Verdini – Questo emendamento, approvato in extremis in commissione, permette ai residenti in Italia di candidarsi in collegi all’estero. Non manca però chi vede in questo una norma fatta su misura per Verdini. Spiega il relatore Fiano: “Serve a garantire reciprocità”. Anche Abrignani (Ala) cerca di allontanare ogni sospetto: “Nessun aiuto a Verdini. Per farsi eleggere all’estero servono migliaia di voti”.

M5s: la protesta continua – I 5 stelle, dopo le proteste in piazza mercoledì, si sono dati un nuovo appuntamento alle 13.30 davanti a Montecitorio. A Roma si attende anche Grillo ma non è assicurata la sua presenza.

TGCom24

Lascia un commento

Name and email are required. Your email address will not be published.