VITERBO (i.m.) Rubano l’asinello del presepe e chiedono il riscatto. La notte di sabato scorso nella ricostruzione della Natività a Bagnaia, ignoti hanno sottratto la raffigurazione dell’animale dal presepe dell’oratorio di San Giovanni Battista. Una sorpresa per i residenti della piccola frazione di Viterbo, che dopo aver scoperto il furto, ieri mattina hanno trovato una strana missiva lasciata dagli autori del gesto sulla culla del prossimo santo nascituro.

Una richiesta di riscatto da parte dei rapitori composta, come il caso richiede, con le lettere ritagliate dai giornali: ”Se arivolete la sinello datece 2223 miliardi per risanare il mega debito pubblico”. Un asino di legno ”made in Bagnaia” quindi, in cambio di un’economia italiana ristabilita.

Un atto di vandalismo e una denuncia sociale allo stesso tempo che inevitabilmente fa sorridere. Il “rapimento” dell’asinello ha però, d’altro canto, infastidito molto chi da anni si impegna nell’istallazione del presepe in occasione delle festività natalizie, come i ragazzi dell’oratorio di San Giovanni Battista e l’associazione Amici di Bagnaia.

”All’inizio si è pensato che fosse uno stupido scherzo di ragazzini – spiega il presidente della pro loco di Bagnaia, Armando Miralli -, ma quando lunedì abbiamo trovato la lettera nella culla, è stato subito chiaro che la mano che ha compiuto il gesto fosse di un adulto. Al momento non abbiamo assolutamente idea dell’identità degli autori del rapimento”.

Intanto, dopo il fatto, la pro loco di Bagnaia ha presentato un esposto ai carabinieri di Viterbo: ”Ci sembrava eccessivo fare una vera e propria denuncia – sottolinea il presidente Miralli -. Noi e gli altri cittadini abbiamo preso a ridere il ‘rapimento’ dell’asinello e la conseguente richiesta di riscatto. Certo è che si tratta sempre di gesti fastidiosi e che non fanno affatto piacere ad una comunità piccola come la nostra”.

ViterboNews24

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