ACQUA-SANGEMINISAN GEMINI Non ci stanno i lavoratori della Sangemini a vedere il vortice in cui sembrano, inesorabilmente, avviati gli stabilimenti che tanta storia hanno alle spalle.  Così le maestranze della Sangemini si sono portati davanti ai cancelli dell’Ast per ottenere solidarietà da altri lavoratori che si trovano, come loro, in un momento difficile. Hanno portato uno striscione e tanti volantini da distribuire. Martedì 24 settembre il Tribunale si pronuncerà sulle sorti di questo importante sito produttivo, l’Umbria produce il 10% delle acque imbottigliate del nostro Paese e non è solo la quantità, ma anche la loro caratteristica qualitativa ad essere eccellente. La Cgil dell’Umbria che ritiene inaccettabile e di una gravità assoluta la situazione che si è determinata alla Sangemini e che avrà un punto di svolta decisivo il prossimo 24 settembre, chiede senso di responsabilità al sistema creditizio che deve svolgere il proprio ruolo  per evitare il fallimento di un’azienda e di un marchio così importanti per il territorio e per il Paese. Il problema è urgente e i nodi si scioglieranno nell’udienza di martedì, sembrerebbe che l’attuale proprietà della Sangemini non abbia presentato alcuna richiesta al tribunale ed il giudice Paola Vella si troverebbe nel  dover prendere una decisione vitale: dichiarare il fallimento dell’azienda o concedere l’ulteriore tempo richiesto, senza nessuna richiesta  da parte  di chi dovrebbe essere diretto interessato, cioè la proprietà.

TerniMagazine

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