Programma televisivo Che tempo che faPERUGIA Dopo Travaglio e Stella al Festival è tornato anche Saviano. I “fustigatori” piacciono, sono la voce di chi non ha voce, la gente e soprattutto i giovani amano ascoltare chi ha il coraggio di parlare e denunciare, anche se lui confessa la consapevolezza d’essere considerato da molti una persona scomoda, spesso sgradita, rifacendosi al pensiero leopardiano che“l’umanità non odia chi fa il male ma chi lo racconta”.
E lui racconta, ormai da anni, le mafie e la criminalità organizzata con dovizia di particolari. Per meglio spiegarsi ha scelto la storia di una maestra di Mondragone che aveva assistito ad un omicidio insieme ad altri testimoni. Tutti si erano gettati in terra, non tanto per paura quanto per dimostrare di non aver visto niente. Solo la ragazza aveva avuto il coraggio di testimoniare. Da quel momento in poi intorno a lei si era fatto il vuoto, persino il fidanzato l’aveva mollata. E perché? Perché gli altri hanno pensato: “Ma chi si crede di essere? Vuole l’applauso? Vuole farci sentire tutti dei codardi?”.
Lui stesso in una crisi introspettiva inattesa si è chiesto ed ha chiesto all’affollatissima platea del Morlacchi, che aveva fatto una estenuante fila con gli ombrelli aperti per poterlo ascoltare, il perché avesse fatto questa difficile scelta di denuncia che lo costringe a vivere sotto scorta, da recluso, in solitudine e a rinunciare ad una vita normale.
“L’ho fatto per ambizione? Per poter essere il protagonista delle prime serate in tv? Per poter scrivere dei best seller? Vi posso assicurare che per raccontare alcune cose non c’è modo di farlo con il paracadute perché non sai mai quali punti nodali scoperti stai toccando. Sono sette anni che parlo alle persone eppure i miei argomenti spesso diventano secondari. Alla gente interessano più l’Imu, le pensioni, l’aumento delle bollette. Nonostante questo io, come un rappresentante della Folletto, andrei porta a porta per scrivere storie e condividerle con più persone possibili. C’è un verso che mi ha sempre aiutato nella scrittura: “Ascolta come mi batte forte il tuo cuore”.
A “Gomorra” Saviano ha dato un seguito scrivendo il suo secondo libro“ Zero Zero Zero”dedicato al mondo del narcotraffico, argomento che è stato il tema principale del suo incontro a Perugia, “città” come ha definito facendo sussultare i presenti e soprattutto il sindaco Boccali “considerata lo snodo fondamentale del traffico di coca e di eroina del centro Italia, come tutti ben sanno”.

Notizia integrale nel Corriere dell’Umbria del 29 aprile

Lascia un commento

Name and email are required. Your email address will not be published.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.