siriaBERLINO Una presa di posizione netta. Contro la guerra. Tanto più significativa perché ad assumerla è il presidente del Parlamento europeo, il socialdemocratico tedesco Martin Schulz, Alla base del «no» ad un’avventura militare in Siria, c’è la convinzione che l’uso della forza significherebbe bruciare ogni spazio per la diplomazia. Come la cancelliera Merkel e la stessa Italia, il presidente del Parlamento europeo chiede di attendere comunque i risultati dell’inchiesta degli ispettori Onu inviati a Damasco e critica le possibili iniziative unilaterali di singoli Paesi invocando il mantenimento di una coesione da parte della comunità internazionale.

L’attacco militare in Siria sembra ormai solo una questione di giorni. Gran Bretagna e Stati Uniti stanno approntando i piani operativi. Una linea interventista che sembra essere condivisa dal presidente francese Francois Hollande. Non c’è più spazio per la diplomazia?

«C’è sempre spazio per la diplomazia. E, soprattutto, ora c’è da attendere i risultati della missione degli ispettori dell’Onu che sono sul terreno. Dobbiamo permettere loro di finire la loro indagine per capire se veramente il regime ha fatto uso di armi bio-chimiche e di gas, e poi discutere e decidere di conseguenza. Sarebbe assurdo che prima si mandino gli ispettori, e poi, senza attendere le conclusioni del loro lavoro, si decida un intervento militare. Le azioni militari non si decidono cosi, su due piedi, con leggerezza».

Articolo completo su l’Unità del 28 Agosto 2013

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