autovelox (1)TERNI La seconda perizia della Polstrada sull’autovelox di Viale dello Stadio ribalta il risultato finora acquisito: impianto legittimo. Così sulla base della relazione di ben venti pagine depositata in Prefettura martedì 14 maggio dalla Polstrada il prefetto avrebbe iniziato a respingere i ricorsi presentati dai cittadini che si sono sentiti vessati. In questa seconda perizia si smentirebbe quanto scritto in quella di ottobre 2012, conformandosi di contro al parere del ministero delle Infrastrutture che a inizio 2013, tra le due perizie, dava ragione al Comune sulla perfetta legittimità dell’impianto. Attualmente su circa cinquanta ricorsi giacenti, la prefettura avrebbe iniziato a respingere i ricorsi dando torto ai cittadini ricorrenti, sarebbero cinque i ricorsi respinti fino ad ora, ma attenzione dice il prefetto Vittorio Saladino “ ogni ricorso è una storia a sé, ognuno va valutato come una cosa a sé”. Il vice prefetto Simonetta Mignozzetti, la dirigente che svolge in prima istanza i ricorsi, spiega “Viale dello Stadio è strada urbana di scorrimento, che può dunque accogliere un autovelox fisso. Ha i requisiti minimi, fa fede il parere del ministero dei Trasporti, poi c’è un decreto del precedente prefetto, del 2011, che la classifica in questo modo. C’è la legittimità. Anche la segnaletica minima prevista dal codice della strada era sufficiente già dall’inizio, pur se non  adeguata tuttavia legittima e poi ne è stata aumentata la visibilità. Per la questione taratura dell’impianto va bene quella iniziale e i sensori per la rilevazione della velocità sono a norma”. Questa in sintesi la questione, così ci sarebbe concordanza perfetta del Comune di Terni con ripercussioni sulle sentenze del giudice di pace. Questo aveva accolto un centinaio di ricorsi, sulla base della prima perizia della polizia stradale, ma il Comune contro aveva proposto appello al tribunale, dunque bisognerà attendere  le prime sentenze a gennaio. Ora il Comune di Terni chiederà che vengano assunti come base del giudizio del giudice di pace il parere del ministero delle Infrastrutture e la seconda perizia della polizia stradale, ora convergenti. Così  palazzo Spada metterebbe al sicuro circa 2 milioni di euro di multe che erano in bilico a causa dei ricorsi.

TerniMagazine

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