inter_mazzarr.ipgIl Napoli sfodera una prestazione super, strapazza 3-0 il Bologna e risponde alla Juventus, vincitrice nell’anticipo in casa Sampdoria.

La serie A ha un avvio sfolgorante e le due favorite per lo scudetto impressionano fin dall’inizio.

Dopo il ko di ieri del Milan a Verona tutte le grandi timbrano il primo turno col sorriso sulle labbra.

L’Inter di Mazzarri alla distanza stende 2-0 il Genoa, le romane cominciano col piede giusto: la Lazio regola 2-1 un’Udinese in affanno che poi sfiora piu’ volte il pari, la Roma nella ripresa domina a Livorno imponendosi 2-0 mentre Torino e Cagliari piombano subito a tre punti superando in casa il Sassuolo 2-0 e l’Atalanta 2-1.

Il Parma non riesce invece a superare il Chievo. In attesa del posticipo di domani Fiorentina-Catania,la serie A si assesta sui canoni previsti.

Non molti i gol del primo turno, 19, ma dopo la doppietta di Toni c’e’ quella di Hamsik, due gioielli che trascinano il Napoli. Di ottimo livello anche le conclusioni di Hernanes, Curci, De Rossi. Per la scudetto sara’ sprint tra la piu’ forti dello scorso anno: alla cinica Juve di Genova risponde un Napoli stellare che la sapiente mano di Benitez dirige magistralmente. Calcio champagne, tante occasioni,vantaggio di Callejon e doppietta splendida di Hamsik, l’ultimo tenore affiancato da un super team.

Bologna mai in partita e San Paolo che comincia a sognare. Tre punti anche per Mazzarri con un’Inter in progresso che esce alla distanza e passa con Nagatomo e poi con Palacio ma il Genoa di LIverani a lungo tiene testa ai nerazzurri. Esordio vincente anche per Garcia: la Roma di Totti, che schiera Borriello e lascia fuori Lamela, tiene sempre il pallino. Traversa di Totti, palo di Florenzi e poi uno-due De Rossi-Florenzi. In attesa degli sviluppi del mercato il tecnico francese puo’ lavorare con calma. Sembra tutto facile per la Lazio di Pektovic: gioco arioso, grande conclusione di Hernanes e poi raddoppio di Candreva su rigore.

Nella ripresa la Lazio non chiude il conto e Muriel in contropiede punisce Marchetti: l’Udinese sale in cattedra e sfiora piu’ volte il pari ma Marchetti tiene duro e Guidolin recrimina per il primo tempo non giocato. Il Sassuolo non sorride all’esordio in A.

Tiene bene il primo tempo, ma il Torino passa con Brighi e nella ripresa Cerci con una bella conclusione ottiene il raddoppio e per Ventura sono i primi tre punti.

Il Cagliari lascia Astori in panchina e subisce il vantaggio dell’Atalanta con Stendardo, poi gran colpo di Nainggolan e nella ripresa Cabrera trova il gol che vale tre punti. Esordio in tono minore per il Parma di Amauri e Cassano che non va oltre il pari in casa con un ottimo Chievo che sfiora il gol con Thereau.

L’esordio della serie A e’ discreto ma non ci sono novita’: solo il Milan tra le grandi segna il passo, ma ora deve concentrarsi sul Psv.

La stagione rossonera sara’ pesantemente influenzata dal preliminare di ritorno della Champions di mercoledi’ al Meazza.

Tutti i risultati ed i marcatori di giornata

INTER-GENOA 2-0 Nagatomo 75′ (I) e Rodrigo Palacio 92′ (I)

Walter Mazzarri debutta in campionato con una vittoria e la convinzione che la sua Inter stia ”crescendo”.

Se e quando arriverà al suo top, forse non sarà più presidente Massimo Moratti, a cui però non piace l’idea che questa con il Genoa sia stata l’ultima partita al vertice del club: ”Non è bello dirlo e – ha spiegato – non credo che sia così”.

Nel caso, sarebbe un discreto ricordo, visto anche come ha festeggiato i due gol di Nagatomo e Palacio. L’intesa con Erick Thohir non sembra imminente. ”Ci sono discorsi verso un accordo che per il momento non è stato raggiunto, sennò rimarrà tutto come prima per la delusione di chi ne parla”, ha dichiarato Moratti prima di sedersi al suo solito posto in tribuna (qualche fila più in basso sono stati avvistati uomini di fiducia dell’indonesiano) e godersi una partita che fino a metà della ripresa ha regalato ben poche emozioni e fatto sentire a molti il desiderio di un rinforzo in attacco.

A Milano è sbarcato Samuel Eto’o, e un suo ritorno non è da escludere anche se non mancano le complicazioni, a partire dalle pendenze fra il camerunense l’Anzhi. ”Non so, vediamo in questi giorni, Eto’o viene spesso a Milano”, ha frenato Moratti, definendo ”razionale” la campagna acquisti nerazzurra e ammettendo che ”le spese sono sempre oltre le entrate”. ”Trovo che sia difficile ma – ha aggiunto il ds Piero Ausilio – nella vita non si esclude mai nulla”. Mazzarri di mercato non vuol parlare proprio e si concentra sulla partita.

”Non dimentichiamo che questi ragazzi da 4 mesi e mezzo non vincevano in casa, c’era anche da esorcizzare questa psicosi – ha notato l’allenatore toscano – Era prevedibile che il Genoa si chiudesse, ho pensato che magari al primo contropiede potevamo prendere gol e ho provato a dare sicurezze alla squadra, dovevo farla sentire solida. Era una partita a rischio e una volta sbloccata abbiamo creato un bel calcio”.

In particolare l’allenatore considera un manifesto del suo gioco il vantaggio, con cross di Jonathan e gol dell’altro esterno, Nagatomo. ”Mi ha fatto piacere vedere un esterno destro e un sinistro in area, vuol dire che mi seguono”, ha notato l’allenatore, che ha fatto i ”complimenti ai tifosi: non credevo di sentire così forte la curva”. Amaro è invece il debutto in campionato di Fabio Liverani.

”Abbiamo preso gol forse nel miglior momento nostro, senza la deviazione di Antonelli il cross di Jonathan non sarebbe arrivato a Nagatomo”, è sicuro l’allenatore del Genoa: ”Ripartiamo dai primi 70′, il lavoro del Genoa è lungo, penso che siamo a buon punto, peccato per il risultato. Sapevamo che era un inizio difficile, i ragazzi hanno dato tutto”.

Inter (3-5-1-1) – Handanovic; Campagnaro, Ranocchia, Juan Jesus; Jonathan, Guarin, Cambiasso, Kuzmanovic, Nagatomo; Alvarez; Palacio.

Genoa (4-3-2-1) – Perin; Vrsaljko, Portanova, Manfredini, Antonelli; Cofie, Lodi, Kucka; Bertolacci, Santana; Gilardino.

TORINO-SASSUOLO 2-0 Brighi 45′ (T), Cerci 67′ (T)

Il Sassuolo non sorride all’esordio assoluto nel campionato italiano di calcio di Serie A.

Tiene bene il primo tempo, ma il Torino passa con Matteo Brighi e nella ripresa Alessio Cerci con una bella conclusione di sinistro ottiene il raddoppio e per Giampiero Ventura sono i primi tre punti stagionali.

Torino ( 3-5-2 ): Padelli; Glik, Bovo, Moretti; Matteo Darmian, Brighi, Bellomo, El Kaddouri, D’Ambrosio; Cerci, Immobile. A disp.: Gomis, Maksimovic, Rodriguez, Basha, Vives, Farnerud, Larrondo, Meggiorini. All.: Ventura
Sassuolo (4-3-3): Rosati; Gazzola, Rossini, Terranova, Ziegler; Kurtic, Magnanelli, Missiroli; Masucci, Zaza, Farias. A disp.: Pomini, Perilli,.Laverone, Bianco, Acerbi, Laribi, Bianchi, Chisbah, Alhassan, Gomes, Alexe, Pavoletti. All.: Di Francesco

PARMA-CHIEVO 0-0

Una partenza decisamente con il freno a mano tirato per Parma e Chievo. Zero gol, qualche occasione, soprattutto nella ripresa, ed un ritmo troppo lento per gran parte della gara che ha ovviamente favorito le difese.

In mezzo al nulla, o quasi, le perle di Cassano. Il gioiello di Bari Vecchia, ancora comunque in ritardo di condizione, è illuminante con alcune aperture verso Amauri. Le giocate sono le solite: pulite, pericolosissime e imprevedibili ma il gol questa volta non lo propizia.

E pensare che il Parma nel precampionato, Coppa Italia compresa, aveva sempre vinto, segnando tanto e subendo solo una rete. La serie A, si sa, è decisamente altra cosa e la squadra di Sannino ha concesso poco o nulla. Nella ripresa, per la verità, il Parma ha provato a pungere di più, in particolare nel finale ma l’attacco crociato è stato sterile grazie anche alla giornata di grazia di Puggioni.

Per il Chievo invece buon possesso palla, soprattutto nel primo tempo, ma poca lucidità nelle ripartenze quando, soprattutto con Thereau, doveva sfruttare gli spazi di un centrocampo avversario troppo lento. Al 21′ del primo tempo è comunque la squadra di Sannino a sfiorare per due volte il gol.

Pericoloso è proprio Thereau che, su cross di Hetemaj, colpisce angolato di testa ma troppo debolmente per impensierire Mirante. Pochi secondi più tardi l’attaccante francese si trasforma in assist-man per Paloschi con ancora una bella risposta di Mirante. Alla mezz’ora inizia la partita di Antonio Cassano con un corner che l’ex interista mette dritto dritto sul piede di Marchionni, botta al volo e palla deviata in angolo.

Il numero 99 crociato regala altre emozioni con i suoi soliti passaggi filtranti ma davanti Amauri non ha spazi con Papp e Cesar pronti a raddoppiare contro l’unica vera punta avversaria.

Nella ripresa il Parma prova a spingere sull’acceleratore. I primi minuti solo tutti nella metacampo veneta con Puggioni costretto prima ad una difficile respinta su Amauri, servito dal solito Cassano, e poi, al 14′, è salvato dall’imprecisione dell’italobrasiliano che spreca sul primo palo il solito tocco in profondità del barese, bravissimo a bruciare in dribbling Sardo. Poi, stranamente, la luce in casa Parma si spegne.

Al 17′ Paloschi in mezza rovesciata mette a lato quattro minuti più tardi è Sardo a sprecare malamente a tu per tu con Mirante.

La pressione veneta si fa sentire e al 25′ è ancora il portiere del Parma ha dover fare gli straordinari superandosi su una conclusione insidiosa dalla distanza di Sestu.

La benzina in casa Parma sembra essere finita ma Cassano, prima di lasciare in campo per Sansone al 37′, mette ancora una volta paura alla difesa avversaria.

Cross dalla sinistra per Biabiany ma Puggioni, sul colpo di testa del francese, si supera alza il pallone sopra la traversa.

Nel finale c’è ancora tempo per un colpo di testa di Amauri, alto, e per qualche incursione di Sansone. Nulla però può scalfire lo 0-0, risultato giusto per una partita dalle poche emozioni. Cassano a parte.

Parma ( 3-5-2): Mirante; Cassani, Paletta, Felipe; Biabiany, Marchionni, Valdes, Parolo, Gobbi; Amauri, Cassano. A disp.:  Pavarini, Bajza, Benalouane, Mendes, Lucarelli, Mesbah, Rosi, Rispoli, Acquah, Munari, Palladino, Okaka. All.: Domandoni
Chievo Verona (4-4-2): Puggioni; Sardo, Papp, Cesar, Pamic; Sestu, Radovanovic, Rigoni, Hetemaj; Thereau, Pellissier. A disp.: Squizzi, Silvestri, Claiton, Frey, Dramè, Calello, Improta, Lazarevic, Acosty, Stoian, Paloschi, Samassa. All.: Sannino

CAGLIARI-ATALANTA  2-1 Stendardo 27′ (A), Nainggolan 28′ (C), Cabrera 64′ (C)

Il Cagliari parte bene e vince meritatamente la prima di campionato contro un’Atalanta troppo remissiva. A Trieste i primi ad andare in vantaggio sono i nerazzurri, ma la squadra di Lopez ha fantasia e tiri in porta, e per quanto non chiuda mai la gara, porta in Sardegna i tre punti.

Nella prima frazione in campo pare esserci soltanto il Cagliari. I padroni di casa partono bene, macinano gioco e occasioni, ma non realizzano quanto potrebbero. La prima giocata da segnalare è al 4′, con Nainggolan che trova una bella botta da fuori: Consigli devia.

Poi si fanno vedere Sau e Pinilla, agile e fantasiosa coppia d’attacco: il cileno trova un sinistro che finisce fuori di poco. I giocatori non risparmiano qualche colpo, e l’arbitro tira fuori qualche cartellino. Conti per due volte sfiora il gol. Con tutte queste occasioni per i sardi, alla fine è un’Atalanta fino a quel punto quasi remissiva – solo un pallonetto di Denis da segnalare – a decidere di far male.

Al minuto 27′ gli ospiti trovano un corner, il primo della loro gara. Cigarini calcia bene e trova lo stacco imperioso di Stendardo, che da lontano riesce a schiacciare e mandare in rete. L’urlo di gioia del numero 2 nerazzuro è così forte – e lo stadio così vuoto – che si sente bene in tribuna stampa. La partita, però, non cambia.

Il Cagliari si mette ad attaccare con intelligenza e in appena un minuto trova il pari: Ekdal corre sulla destra e trova un passaggio teso in mezzo per Sau che si gira e scarica dietro, al limite dell’area, per Nainggolan. Il belga può piazzare di piatto destro alla sinistra di Consigli.

I sardi insistono: Pinilla sfiora la rete con un gran destro dal limite, ma il portiere bergamasco salva. Nella ripresa i nerazzurri producono più gioco, ma sono le punte cagliaritane a farsi notare. Sau incanta la difesa ma conclude troppo alto. Al 18′ è un’azione combinata, in velocità – il tratto dei sardi – a decidere la partita: Pinilla riceve sulla tre quarti e apre sulla sinistra per Murru, palla per Cabrera in mezzo che conclude in rete con il piatto.

Colantuono sbilancia la squadra in avanti, con il brillante De Luca e Moralez, Livaja prima sparaccia e poi in area colpisce il palo. Lopez allunga i suoi con Ibarbo, che funziona e rischia di trovare il 3-1. Al fischio finale l’Atalanta recrimina, ma deve partire con più piglio per far male, il Cagliari si gode la fase centro-attacco.

Cagliari (4-3-1-2): Agazzi; Perico, Rossettini, Astori, Murru; Ekdal, Conti, Nainggolan; Ibarbo; Sau, Pinilla. A disp.: Avramov, Avelar, Ariaudo, Oikonomou, Dessena, Nenè, Cabrera. All: Lopez
Atalanta (4-3-3): Consigli; Nica, Stendardo, Yepes, Raimondi; Migliaccio, Cigarini, Carmona; Bonaventura, Denis, Livaja. A disp.: Polito, Frezzolini, Sportiello, Lucchini, Canini, Baselli, Gagliardini, De Luca, Kone, Giorgi Moralez, Marilungo. All.: Colantuno

LAZIO-UDINESE 2-1 Hernanes 13′ (L), Candreva 16′ (L), Muriel 63′ (U)

Primi tre punti per la Lazio, a caccia di riscatto dopo la sconfitta patita in Supercoppa contro la Juventus.

Al termine di un match dai due volti la squadra di Petkovic vince, rischiando nella ripresa, contro l’Udinese, altra formazione reduce da una delusione.

Ai bianconeri di Guidolin, reduci dal ko interno in Europa League con lo Slovan, non basta il risveglio nella ripresa. I giocatori capitolini, scesi in campo con una maglietta contro il razzismo (‘Noi amiamo il calcio, combattiamo il razzismo’ lo slogan scelto dal club), dominano il primo tempo colpendo per ben due volte. Al 5′ Candreva sfiora già il vantaggio, ma il suo destro s’infrange sul palo.

Ma il gol è solo questione di minuti: a sbloccare il risultato è Hernanes, con una straordinaria conclusione di sinistro che si infila nel sette.

La squadra di Petkovic è incontenibile, quella di Guidolin arranca. E un minuto dopo i tempi sono già maturi per il raddoppio: Kelava stende in uscita Klose, dal dischetto Candreva è implacabile: 2-0. Poco prima della mezz’ora, il portiere friulano prova a riscattarsi rispondendo alla grande sulla conclusione di Hernanes dai 20 metri.

E la Lazio, prima dell’intervallo, potrebbe ancora dilagare con Radu (incornata al 32′ fuori di poco) e Klose, al 39′: il tedesco, a tu per tu con Kelava, spreca malamente sparando alto.

Guidolin prova a correre ai ripari gettando nella mischia Muriel. I padroni di casa però spaventano ancora i friulani in due occasioni, protagonista Lulic: lo svizzero fallisce il tap-in al 2′ e spreca l’ottimo suggerimento di Candreva sugli sviluppi di un contropiede (7′).

L’Udinese però trova la forza di reagire e accorcia le distanze con Muriel, innescato dal nuovo entrato Lazzari e scattato sul filo del fuorigioco (15′). I bianconeri, trasformati, complice anche un calo fisico dei padroni di casa, spingono alla ricerca del pareggio.

Alla mezz’ora grande occasione per il neo entrato Zielinski, che manda alle stelle da ottima posizione. In pieno recupero, la Lazio cerca la rete della sicurezza con un bel sinistro di Hernanes: bravo, nell’occasione, Kelava.

Lazio (4-1-4-1): Marchetti; Cavanda, Biava, Dias, Radu; Ledesma; Candreva, Gonzalez, Hernanes, Lulic; Klose. A disp.: Bizzarri, Strakosha, Ciani, Cana, Novaretti, Biglia, Crecco, Onazi, Ederson, Kozac, Floccari, Rozzi. All.: Petkovic
Udinese (3-4-2-1): Kelava; Heurtaux, Danilo, Domizzi; Basta, Pinzi, Allan, G. Silva; Pereyra, Muriel; Di Natale. A disp.: Benussi, Naldo, Bubnijc, Coda, Pasquale, Widmer, Jadson, Lazzari, Zielinski, Fernandes, Lopez, Maicosuel. All.: Guidolin

LIVORNO-ROMA 0-2 De Rossi 65′ (R), Florenzi 67′ (R)

La nuova Roma targata Garcia infrange sul campo del neopromosso Livorno il tabù della prima partita di campionato: non vinceva infatti un match di esordio dal 2007.

La vittoria arriva grazie a due lampi firmati da De Rossi e Florenzi che nella ripresa, nel giro di due minuti, abbattono un volenteroso Livorno.

Rudi Garcia, pescato dalle telecamere mentre dalla panchina telefona al suo tattico in tribuna Bompard durante il primo tempo, sorride per il risultato. E considera un segno che la stagione sia cominciata con un gol di De Rossi, simbolo dell’ultima stagione no: non segnava da più di un anno, aveva perso la via del gioco.

L’allenatore francese lascia in panchina Lamela, già con la valigia pronta per Londra, e si affida al tridente Totti, Borriello e Florenzi. Nicola invece opta per un Livorno molto coperto, con unica punta Paulinho. Nel primo tempo parte subito forte la Roma, che guadagna metri soprattutto sulla fascia destra con Maicon.

I giallorossi prendono in mano il centrocampo giocando a memoria: Totti dispensa palloni, De Rossi detta i tempi, alternandosi con Pjanic e Bradley, costringendo gli amaranto nella propria trequarti a giocare di rimessa, ma Borriello e Florenzi non concretizzano.

Dopo appena due minuti la Roma ha un’occasione proprio con Florenzi che imbeccato in piena area da Totti spara un rasoterra in diagonale, ma Bardi neutralizza con sicurezza. Al 16′ pt apertura di Totti per Maicon che salta due difensori amaranto, entra in area e impegna ancora Bardi.

Al 20′ Borriello penetra centralmente, ma viene stoppato da Ceccherini. Due minuti dopo si vede il Livorno su punizione da 30 metri di Emerson, ma De Sanctis blocca senza problemi. Al 27′ Totti raccoglie un pallone e prova a cercare la porta dalla distanza, ma scheggia la traversa.

Al 32′ Nicola sostituisce Gemiti con Mbaye per cercare di limitare le scorribande di Maicon. La prima frazione si conclude con i giallorossi che non riescono a trovare il gol nonostante gli amaranto appaiono timidi e impacciati. Nel secondo tempo il canovaccio non cambia: la Roma insiste e il Livorno si difende con ordine.

All’11 st Bardi dice ancora no a Florenzi che dopo 8 minuti colpisce il palo alla destra del portiere pescato da Totti: è il preludio al gol di De Rossi che al 20′, servito dal capitano, vede la porta e con un gran destro supera l’incolpevole Bardi. Passano appena 2 minuti e la Roma raddoppia con Florenzi:

Castan pennella una punizione per l’attaccante romano che controlla, entra in area e da destra incrocia battendo Bardi. Un uno-due che stende il Livorno. La partita in pratica si conclude così, con la Roma che controlla in scioltezza e il Livorno che si arrende. Poi solo accademia e girandola di cambi buoni per le statistiche.

Livorno (3-4-1-2): Bardi; Bernardini, Emerson, Valentini; Piccini, Duncan, Luci, Greco; Belingheri; Dionisi, Paulinho. A disp.: Mazzoni, Ceccherini, Mbaye, Lambrughi, Gemiti, Murillo, Bisci. All.: Nicola
Roma (4-3-3): De Sanctis; Maicon, Benatia, Castan, Balzaretti; Pjanic, De Rossi, Bradley; Marco Borriello,  Totti, Florenzi. A disp.:  Skorupski, Lobont, Torosidis, Burdisso,  Dodò, Crescenzi, Marquinho, Taddei, Tallo, Caprari, Verre, Lamela. All: Garcia

NAPOLI-BOLOGNA 3-0 Callejon 32′ (N), Hamsik 45′ e 67′ (N)

Il Napoli mette il suo sigillo sulla prima di campionato. Ed è un sigillo prezioso, un marchio di qualità. La vittoria per 3-0, nettissima, lascia il segno non tanto per i tre punti conquistati al San Paolo contro il Bologna, ma soprattutto per il modo imperioso con il quale la squadra di Benitez si presenta ai nastri di partenza del torneo.

Attacco irresistibile, difesa sicura, centrocampo presente ed aggressivo: questo il biglietto da visita che i partenopei mostrano in una serata di gran festa per il pubblico del San Paolo, lanciando il guanto di sfida alla Juventus ed alle altre pretendenti al titolo.

E dire che mancano anche pedine importanti come Armero e Dzemaili, squalificati, ed Insigne, relegato per quasi tutta la partita in panchina perchè disabilitato dai postumi di un attacco influenzale. Ma è tutta la squadra ad apparire sicura di sè, tranquilla e disinvolta.

Ogni volta che gli uomini di Benitez si affacciano ai limiti del’area d rigore avversaria si ha l’impressione che da un momento all’altro possa accadere qualcosa di importante.

Callejon e Pandev lavorano sulle fasce laterali del fronte offensivo una infinità di palloni che finiscono quasi sempre per passare poi tra i piedi di Marek Hamsik, il vero perno della manovra offensiva della squadra. Lo slovacco, autore di due gol, appare sempre più maturo e convinto dei propri mezzi.

Higuain si sfianca in un lavoro continuo, svaria su tutto il fronte d’attacco e porta via almeno uno dei difensori centrali bolognesi, aprendo così in continuazione varchi per i trequartisti azzurri.

La mano di Benitez si vede chiaramente nel gioco della squadra che privilegia in certi momenti il fraseggio ripetuto e che è capace anche, come avveniva durante la gestione di Mazzarri, di piazzare, quando serve e quando se ne dà l’occasione, irresistibili contropiede.

Il Bologna regge come può l’onda d’urto azzurra che in certi momenti della partita sembra addirittura uno tsunami. Nell’intervallo, quando è già sotto di due gol, Pioli tenta il tutto per tutto mandando in campo la bestia nera del Napoli, Moscardelli, in sostituzione di Christodoulopoulos, nella speranza di recuperare il risultato.

L’esito della mossa tattica del tecnico emiliano è però deludente perchè i rossoblù non riescono a rendersi pericolosi ed invece il Napoli acquista addirittura maggiore consistenza a centrocampo, fino a farsi padrone incontrastato del gioco.

Il valzer finale delle sostituzioni (Benitez fa entrare Insigne al posto di Pandev e Mertens per Hamsik al quale concede la standing ovation dello stadio e fa perfino debuttare il giovane Radosevic) non modifica lo stato delle cosa.

Perchè la festa sia del tutto completa manca solo il gol di Higuain che l’argentino cerca in tutti i modi ma che non viene a suggellare una serata in cui il Napoli non sbaglia un colpo. Resta alla fine la sensazione di una squadra forte e sicura di sè che già fa sognare alla grande, dopo appena una giornata di campionato, i propri tifosi.

Napoli ( 4-2-3-1): Reina; Maggio, Cannavaro, Albiol, Zuniga; Inler, Behrami; Pandev, Hamsik, Callejon, Higuain. A disp.: Rafael, Colombo, Fernandez,  Britos, Mesto, Radosevic,   Insigne, Novothny, Uvini. All.: Benitez
Bologna (4-2-3-1): Curci; Garics, Antonsson, Natali, Morleo; Krhin, Della Rocca; Kone, Diamanti, Christodoulopoulos; Bianchi. A disp.: Stojanovic, Agliardi, Crespo, Radakovic, Perez, Cech, Pazienza, Riverola, Yaisien, Laxalt, Moscardelli, Acquafresca. All.: Pioli.

art su blitz

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