PD:SERRACCHIANI, CENTROSINISTRA CHE VINCE NON S'E' MAI VISTO“Abbiamo vinto”. Così Debora Serracchiani, all’uscita del suo ufficio nella sede del Pd di Udine, ha ufficializzato la vittoria alle regionali del Friuli Venezia Giulia.
“Siamo diventati una bestia rara: un centrosinistra che vince non si è mai visto”, ha affermato la Serracchiani. “Non meritavamo di rimanere sotto le macerie di Roma, noi siamo un’altra cosa. Autonomi, indipendenti e speciali”. “La direzione nazionale del Pd – ha concluso Serracchiani – sarà intensa, il Friuli Venezia Giulia dirà la sua”.

Il presidente uscente del Friuli Venezia Giulia, Renzo Tondo, ha telefonato a Debora Serracchiani per complimentarsi per la sua vittoria alle elezioni regionali. Applausi e grida hanno accompagnato l’annuncio della candidata del centrosinistra.

Con la vittoria alla presidenza della Regione Friuli Venezia Giulia di Debora Serracchiani, avvocato del lavoro, 42 anni, nata a Roma ma residente da molti anni a Udine, la Conferenza delle Regioni si arricchisce della presenza di una donna. In questo momento l’unico presidente di Regione di sesso femminile è Catiuscia Marini, 45 anni, anche lei, come la neogovernatrice Serracchiani, del Pd. Tre le presidenti donna dei Consigli regionali: Palma Costi, in Emilia Romagna (Pd), Claudia Lombardo (Pdl) in Sardegna, Rosa Thaler Zelger (SVP) presidente dell’Assemblea regionale del Trentino Alto Adige.

FVG: DEFINITIVI, SERRACCHIANI 39,39%, TONDO 39%  – L’affluenza definitiva alle urne per le elezioni regionali nel Friuli Venezia Giulia è stata del 50,51%, in forte calo rispetto alle precedenti elezioni che fu del 72,33%.
La candidata del centrosinistra Debora Serracchiani ha vinto le elezioni regionali in Friuli Venezia Giulia con il 39,39% dei voti davanti al presidente uscente di centrodestra, Renzo Tondo, che ha ottenuto il 39%. E’ quanto emerge dai dati definitivi delle 1.374 sezioni forniti dal servizio elettorale regionale. A Serracchiani sono andate 211.508 preferenze, a Tondo 209.441. Al terzo posto Saverio Galluzzo (M5S) con il 19,21% pari a 103.133 preferenze. Infine, Franco Bandelli (Un’altra regione) ha ottenuto il 2,4% con 12.910 preferenze.

di Beniamino Pagliaro
Il Pd prova a immaginare il proprio futuro ripartendo dagli amministratori e dalla vittoria di Debora Serracchiani in Friuli Venezia Giulia. Alla vigilia della direzione della resa dei conti dopo la spaccatura sull’elezione del capo dello Stato, è ancora una volta Serracchiani a suggerire una svolta al partito. Non è la prima volta che l’europarlamentare e neopresidente si trova a indicare la strada al partito. Anzi: la carriera politica sotto i riflettori della ‘semplicemente democratica’, come recitava lo slogan delle europee 2009, è partita proprio da una ‘lezioncina’ ai colleghi democratici. Era il marzo del 2009: l’intervento all’assemblea dei circoli venne condiviso da migliaia di utenti, e appena dodici giorni dopo il segretario d’allora, Dario Franceschini, la candidò alle europee. Gli anni passano e il Pd non sempre impara. Nella bufera del partito, così, la vittoria di Serracchiani suona come un nuovo segnale. L’unico esponente del Pd che la candidata ha voluto con sé in campagna elettorale è stato Matteo Renzi, e proprio dal sindaco di Firenze Serracchiani ha ricevuto questa sera una delle prime telefonate di complimenti. La vittoria su Renzo Tondo e sul Pdl passerà alla storia per la grande astensione e per lo scarto di pochi voti, ma è anche questione di metodo: Serracchiani ha rinunciato al facile posto in Parlamento, ha scelto di ripartire dal territorio. Per mesi, nel corso della campagna per le primarie, ha tenuto un’equidistanza da Bersani e Renzi, riuscendo così a costruire una propria autonomia. Negli scorsi giorni la rottura nel Pd ha fatto temere il peggio ai democratici del Friuli Venezia Giulia, tanto che Serracchiani è uscita allo scoperto, dicendo di essere “incazzata” con il partito, e riuscendo a spiegare agli elettori la differenza di un voto locale. “Il risultato di Serracchiani – ha commentato il capogruppo democratico alla Camera, Roberto Speranza – è straordinario e significa che questo è un partito che ha un futuro”. Mentre un comunicato del Pd nazionale saluta la vittoria della candidata come “la dimostrazione che il Partito democratico e i suoi esponenti hanno la forza, la credibilità e la capacità di vincere e di saper intercettare il consenso con la forza degli argomenti e delle idee”. Il Pd, che riunisce la direzione per scegliere chi mandare alle consultazioni con Giorgio Napolitano, dovrà affrontare anche il caso Serracchiani. Per una volta un caso positivo, a partire dalle tre parole chiave del famoso discorso del 2009: consenso, sintesi, linea politica.
Ansa.it

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