putin_lpMOSCA – Un intervento militare in Siria senza l’avallo del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sarà ritenuto “un atto di aggressione”: il presidente russo Vladimir Putin non ammorbidisce la linea verso Washington. 

AVALLO DELL’ONU – Intervistato dalla Associated Press e al primo canale della televisione statale russa, il capo del Cremlino non esclude l’appoggio della Russia ad un’operazione militare in Siria, se fosse provata la responsabilità di Damasco nell’uso di armi chimiche e comunque solo a fronte di un’approvazione dell’intervento da parte dell’Onu. ”In conformità con il diritto internazionale vigente”, l’autorizzazione all’uso di armi contro uno stato sovrano ”può essere data solo dal Consiglio di Sicurezza dell’Onu” ha detto il capo del Cremlino in un’intervista alla tv statale russa e all’agenzia Ap. ”Tutti gli altri motivi che giustificherebbero l’uso della forza verso uno stato indipendente e sovrano sono inammissibili e non si possono qualificare in altro modo che come aggressione”.

ARMI CHIMICHE – Ma proprio riguardo alle armi chimiche Putin dice che ”ci convincerà solo lo studio molto dettagliato e profondo del problema e la presenza di prove evidenti che dimostrino chi ha usato l’arma e con quali mezzi. Solo dopo la Russia sarà pronta ad agire in modo più decisivo e serio”. Tuttavia, ha precisato, ”la Russia non ha intenzione di intervenire e non interverrà mai in nessun conflitto all’estero”. 

VIDEO DEI BAMBINI MORTI – Putin ha anche messo in dubbio l’autenticità del video che mostrava i bambini uccisi in un presunto attacco con armi chimiche. ”Si ritiene che si tratti di una compilazione messa insieme dai militanti che, come sappiamo molto bene, e l’Amministrazione Usa ammette, sono collegati con Al Qaida, nota per la sua crudeltà”.

MISSILI S-300 – Il presidente russo ha anche specificato che la fornitura dei missili S-300 promessi a Damasco da Mosca è stata congelata ma non interrotta. Il capo del Cremlino ha detto chela Russia è pronta a fornire questi missili “sensibili” anche ad “altri Paesi” del mondo se sulla Siria verrà violato ildiritto internazionale. ”Abbiamo un contratto per la fornitura di missili S-300 e abbiamo già fornito alcune componenti. Ma la fornitura non è terminata: per ora l’abbiamo sospesa”. Se però ”vedremo che si fa qualche passo legato alla violazione delle norme internazionali vigenti, allora dovremo pensare a come agire in futuro, tra cui anche con forniture di queste armi sensibili ad altre regioni del mondo”.

BlitzQuotidiano

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