palazzo spadaTERNI Patto territoriale e contratto d’area: i soldi ci sono ma è necessario chiederli. Palazzo Spada e Regione non sembrerebbero esserne a conoscenza. A sollevare la questione già ad aprile il presidente del consiglio comunale Giorgio Finocchio che dice “Cogliere tutte le opportunità che derivano da possibilità di finanziamenti per le infrastrutture del territorio, anche quelle della circolare emanata dal Ministero dello Sviluppo Economico nello scorso dicembre che fa riferimento ai criteri e alle modalità per l’ammissibilità al finanziamento di interventi infrastrutturali attraverso risorse resesi disponibili a seguito della rimodulazione di quelle già destinate ai Patti Territoriali e ai Contratti d’Area. Il presidente del consiglio comunale richiama in particolare la circolare n. 43466 del 28 dicembre 2012 della Direzione Generale per l’incentivazione delle attività imprenditoriali – Divisione VII – Interventi di programmazione territoriale. “Constatato che – si legge nell’atto – la circolare stabilisce che le risorse (per un importo pari a 116 milioni per i Patti Territoriali ed a 46 milioni per i Contratti d’Area) possono essere esclusivamente  utilizzate compatibilmente con le precedenti finalità”, nell’atto si ricorda che “nell’ambito degli strumenti di Programmazione Negoziata Nazionale e Regionale l’area ternana è stata interessata da diversi accordi istituzionali, con specifiche modalità di intervento e collaborazione istituzionale, finalizzati  a perseguire obiettivi di crescita e di incremento dell’occupazione, attraverso  programmi e progetti di reindustrializzazione, di  sviluppo di nuove iniziative industriali ed imprenditoriali, per il potenziamento delle infrastrutture materiali ed immateriali, per la dotazione di centri di studi e ricerca, con particolare riguardo alla nascita di un vero e proprio  polo universitario di qualità ed eccellenza, e per azioni volte alla tutela, conservazione e valorizzazione dei beni e del patrimonio culturale ed ambientale presenti nel territorio”. Per questi motivi, dal momento che “all’interno di tale strumentazione permangono opere infrastrutturali non realizzate o realizzate solo parzialmente, materiali e immateriali, di grande importanza per il territorio ternano e umbro”; e rilevato che ”la città è impegnata in  alcuni  programmi e progetti, già avviati, di grande rilevanza, che richiedono il reperimento di ingenti risorse per il loro compimento, quali il  recupero e la ristrutturazione del teatro Giuseppe Verdi; il completamento dell’intervento di Corso del Popolo ed in particolare la realizzazione di un nuovo edificio per le esigenze del Tribunale di Terni, anche in vista del trasferimento nella nostra città del Tribunale di Orvieto; Smart city e Smart grid su tutto il territorio di Terni e Narni; nuove aule per le esigenze del Polo ingegneristico di Pentima; l’istituzione del Corso Superiore dell’Istituto Tecnico Industriale”. Giorgio Finocchio chiede che il consiglio comunale impegni il sindaco e la giunta ad una serie di azioni concrete, ovvero a “verificare con quali modalità le misure presenti nella circolare ministeriale possano essere compatibili con gli strumenti di programmazione negoziata (Patti Territoriali-Contratto d’Area-APQ) tutt’ora in vigore per l’area ternana; indicare, anche in collaborazione con le altre istituzioni e le associazioni di categoria, le priorità di intervento che possono essere più utili allo sviluppo economico-sociale-culturale del nostro territorio e verificarne le compatibilità progettuali; attivare, nel più breve tempo possibile e compatibilmente con le scadenze fissate, tutte le procedure di collaborazione istituzionale territoriale e operative di intervento, anche d’intesa con la Regione Umbria, per poter presentare un progetto  che possa riscontrare un esito positivo in corso di istruttoria e approvazione da parte del Ministero dello sviluppo economico”.

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