PERUGIA – Emerge uno scenario clamoroso nell’ambito dell’inchiesta sulle spese dei gruppi politici rappresentati nel consiglio regionale dell’Umbria nel biennio 2011-2012. Dalle dichiarazioni rese da un dirigente della Regione alla polizia tributaria emerge che “le eventuali verifiche effettuate da chi firmava i mandati di pagamento dei contributi (per i rimborsi, ndr) ai gruppi si sostanziavano meramente in verifiche contabili legate alla composizione numerica del gruppo consiliare al momento del trasferimento delle risorse e non di merito della spesa stessa, anche perché il trasferimento delle risorse era precedente all’effettuazione della spesa stessa”. Detto in soldoni, non venivano fatti controlli zero su come erano stati spesi i soldi di cui la maggior parte dei consiglieri chiedeva e otteneva il rimborso.

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