bullismoSPOLETO Cresce la delinquenza minorile. Piccoli e grandi finiscono negli ingranaggi della giustizia. L’impennata tra minori e reati fa tremare e preoccupa. Ne sanno qualcosa i servizi sociali del Comune sempre alle prese con bambini e ragazzini vittime di un disagio sociale spesso evidente, altre volte più latente.
“Nel corso degli anni abbiamo registrato un costante aumento di minori coinvolti in episodi di microcriminalità – spiega la dottoressa Cinzia Calef, responsabile dell’area servizi sociali del Comune – ma anche di minori vittime di violenza assistita”.
Si tratta di bambini costretti ad assistere a continui litigi tra i genitori, spesso violenti, madri picchiate dai mariti. “Sono 204 i minori con un procedimento del tribunale aperto – commenta la Calef – due anni fa erano 149”.
Il tribunale minorile a volte si trova davanti dei ragazzini che non hanno compiuto nemmeno 14 anni, quindi non processabili, che, nonostante la loro giovane età, hanno commesso furtarelli, qualche danneggiamento o sono stati protagonisti di risse o di episodi di bullismo. L’età della devianza si abbassa, tra questi minori non ci sono solo spoletini, ma anche stranieri, nomadi a esempio, dediti ai furti. In questi ultimi casi è anche difficile risalire alla loro vera età. Lo strumento di messa alla prova che viene utilizzato per i reati commessi da minori, non sempre assicura un risultato positivo.

Notizia integrale nel Corriere dell’Umbria del 22 aprile

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