croceSPOLETO E’ una protesta pacifica. E tale, assicurano, resterà. Ma che quel terreno su cui nel 2006 venne posta una croce e depositata la prima pietra della nuova chiesa di San Nicolò, con tanto di cerimonia in “pompa magna” e benedizione dell’allora arcivescovo Riccardo Fontana, venga in qualche modo “profanato” dai baracconi del luna park, ai parrocchiani di San Nicolò non va proprio giù.
E per questo motivo, già da ieri, alcuni di loro, tra cui molti dei giovani dell’ associazione Bisse, di buon mattino, vanno lì e si radunano per pregare. E ciò accadrà fino al giorno dell’apertura delle giostre, che avverrà sabato prossimo. Ma c’è un risvolto in tutta questa vicenda che rende il tutto ancora più imbarazzante. Sì, perché quei parrocchiani si stanno ribellando a chi li rappresenta ai massimi vertici. Ovvero alla stessa Diocesi.

Servizio integrale nel Corriere dell’Umbria del 21 agosto

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