1446048217412.jpg--tangenti_in_camera_mortuaria__avvisi_di_fine_indagine_per_i_18_indagatiVITERBO Con i tre addetti alla camera mortuaria di Belcolle, Carlo Eleuteri, Fabrizio Valleriani e Floriano Franklin Canela, altri quindici indagati, legati, in maggiore o minor misura, alle agenzie funebri:
Luigi Palanca, Claudio Eleuteri (figlio di Carlo), Enzo Bagni, Giuliano Casciola, Alfonso De Alexandris, Alessandro Cecchini, Francesco Pandolfi, Emiliano Pugliesi, Pierluigi Leoni, Nazzareno Cerquetti, Maurizio Fazioli, Franco Gregori, Mauro Balestri, Francesco Berna, Federico Piergiovanni.

Notificati, in questi giorni, gli avvisi di fine indagine conseguenti all’operazione Anubis. Un’operazione dei carabinieri che, nel maggio dell’anno scorso, fece finire agli arresti domiciliari i tre necrofori di Belcolle (GUARDA il video).

A essere contestati, in una lunga serie di capi d’imputazione (una ventina), degli episodi ascrivibili, più o meno, alla ipotesi di corruzione impropria. Una vicenda che, a prima vista, sembrerebbe più vicina alla “ concussione per induzione”. L’accusa, infatti, ha sempre battuto sul fatto che, se non si fossero date delle “mance” agli addetti alla camera mortuaria, si sarebbe rischiato, per il caro estinto, un trattamento, per così dire, meno favorevole. Del tipo: il morto lasciato lì, a bocca aperta. O, nella camera mortuaria, il nudo lettino, senza fiori o ceri.

(Servizio completo sul Corriere di Viterbo in edicola il 28 ottobre 2015 o sull’edicola digitale)

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