telecom_lp3-300x199ROMA – Telecom diventa “spagnola”: gli iberici di Telefonica hanno trovato l’accordo con Generali, Mediobanca e Intesa Sanpaolo per salire dal 46 al 65% di Telco che controlla il 22,4% di Telecom. Un’operazione che prevede un’ opzione per gli spagnoli a salire a breve termine fino al 70% e sposta di 6 mesi la finestra per dare le disdette al patto Telco. Il prezzo pattuito è di 1 euro per azione.

Qualche ora prima, a rassicurare sul fronte dei possibili esuberi, ci ha pensato direttamente l’amministratore delegato Marco Patuano, intenzionato a non licenziare ”proprio nessuno”.

La Borsa deve aver intuito l’accelerazione e il titolo è rimbalzato (+3,4%) tra una ridda di voci, ma con gli occhi puntati sul rilancio da parte del gruppo guidato da Cesar Alierta per il controllo della holding cui fa capo il 22,4% di Telecom.

Una girandola di incontri ha avuto come perno Mediobanca dove si è presentato anche Marco Fossati, che è stato aggiornato sul prospettato accordo in qualità di secondo azionista di Telecom, dopo Telco, con quasi il 5%.

Ora ci sono nuovi nodi da sciogliere, tra questi il piano di scorporo della rete, parte del più ampio piano di societarizzazione che il 3 ottobre in teoria doveva essere all’esame del Cda. ”Non è necessario imporcelo, vogliamo passare volontariamente a un modello di Equivalence of input” (parità assoluta d’accesso, ndr) ha sottolineato Patuano in un botta e risposta a distanza con il commissario dell’Agcom Antonio Preto che ha suggerito di ”avviare i dovuti approfondimenti per accertare la sussistenza delle condizioni per imporlo come rimedio a garanzia della parità di accesso”.

BlitzQuotidiano

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