autovelox (1)TERNI Si sposta dal profilo della pura legittimità a quello dell’opportunità il lungo braccio di ferro tra prefettura e Comune sui due autovelox in città. L’obiettivo non dichiarato, sembra chiaro, è quello di spegnerli. Ma, dopo che il ministero delle Infrastrutture ha statuito che lì ci possono stare, si ricorre alla direttiva Maroni.

Cambio di scena Il nuovo fronte che si apre è quello dell’opportunità, della loro utilità sulla base della casistica d’incidenti. Se negli ultimi due anni si sono registrati pochi incidenti non hanno ragione di restare. Questo direbbe la direttiva Maroni.

Il prefetto vuole spegnerli La notizia cruda è che il prefetto Vittorio Saladino ha intenzione di rivedere il decreto del 2011, emanato dal prefetto precedente, che autorizzava l’installazione di molte postazioni di rilevazione fissa della velocità senza bisogno della contestazione immediata. Autovelox in viale dello Stadio e in viale Alfonsine.
Speed check in via Aleardi, in via Gramsci, in via Martin Luther King, in viale Di Vittorio, in viale Brin, in viale Turati, via Campomicciolo, in via Bramante e altre strade.

Il Comune La giunta Di Girolamo, sulla base di questo decreto, collocò due autovelox, in viale dello Stadio e in via Alfonsine, mentre sulle altre strade impiantò speed check, dispositivi arancioni dove l’autovelox ci può stare o no, e che comunque funzionano come dissuasori.

La richiesta Il prefetto nei giorni scorsi ha inviato richiesta delle statistiche sull’incidentalità a tutti iComuni interessati, non solo Terni, ai comandi delle polizie municipali, ai comandi della polizia stradale e dei carabinieri, e agli enti proprietari delle strade per verificare l’incidentalità nel biennio. Nel mirino sono i due autovelox.

Notizia integrale nel Corriere dell’Umbria del 26 maggio

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