trenoTERNI Firme cariche di rabbia. Da inviare dritte all’amministrazione comunale, alla Provincia e alle Regione Umbria. Sono quelle dei tanti pendolari ternani, ormai sul piede di guerra dopo la raffica di disagi causati dall’improvviso posticipo dell’orario di una corsa per Roma. Una petizione destinata ad assumere i connotati della battaglia vera e propria. E a tutto campo. “Siamo ormai stanchi – ribadiscono attraverso una dura presa di posizione – di essere tagliati fuori dal resto del Paese. Ci stanno togliendo il sacrosanto diritto alla mobilità”. L’oggetto del contendere, che si somma ai moltissimi problemi quotidiani, riguarda appunto il treno che li conduce nella Capitale.
“Il primo del mattino che parte da Terni alle ore 5,45 arriva a Roma alle 6,50 circa e per il maggiore aeroporto, quello di Fiumicino, la prima coincidenza c’è alle 8.05. Non si è mai visto da nessuna parte del mondo”, viene sottolineato con forza nella petizione che ha già toccato quota cento firme. Proprio il treno che adesso passa per Terni alle 5,45 fino ad un anno fa passava addirittura alle ore 5.18.
“Una differenza non certo di poco conto e che ci costringe ad arrivare nel luogo di lavoro sempre più tardi, con conseguenti richiami e disservizi, in un momento così delicato per il posto di lavoro a causa della crisi economica. E’ incredibile che Trenitalia faccia viaggiare i propri clienti-passeggeri su convogli che definire da terzo mondo è poco, in perenne ritardo per un motivo o per un altro. No, questo non si può accettare”.
Scatta l’appello alle istituzioni affinché si diano da fare in breve tempo per il ripristino dei vecchi orari ed in particolare del primo treno del mattino, precisamente il numero 2.321 delle 5,25. “Prima siamo stati esclusi dall’alta velocità e dai collegamenti veloci -concludono i pendolari ternani – ora ci vengono spostati addirittura tutti gli orari dei treni da e per tutta la regione. Siamo stufi”. Intanto la raccolta di firme continua: “Cercheremo di arrivare ad una quota ancora più importante,così da far sentir forte la nostra voce. E dagli amministratori ci aspettiamo interventi decisi, non di pura e semplice circostanza”.

Corriere dell’ Umbria

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