tubificioTERNI Il nuovo “ago” del pennone della fontana di piazza Tacito, lavori  ultimati domenica scorsa, è stato messo a disposizione da Ast e Tubificio.  Alto 24 metri ha una doppia struttura: un sostegno interno in acciaio spesso  12 millimetri e un rivestimento esterno di tre millimetri d’inox. Terni si arricchisce di un’altra opera d’arte realizzata dai lavoratori  dell’acciaieria e da quelli del Tubificio.

Futuro incerto per il Tubificio Sul futuro del sito di vocabolo  Sabbione le voci non sono sempre rassicuranti, anzi le tute blu sono sulla  graticola per l’eventuale spin-off. Il sito, che occupa una superficie di 45  mila metri quadrati, di cui 24 mila interamente coperti e adibiti alla  produzione, è un discendente, quasi diretto, della Saip, la Società per  azioni inox e profilati, stabilimento realizzato intorno agli anni settanta,  del secolo scorso, per l’interessamento dei parlamentari locali della Democrazia cristiana e del Partito comunista. Dopo varie vicissitudini la  SaiP è stata la prima azienda in Italia a sganciarsi dalle partecipazioni  statali e a essere privatizzata.

Sindacati sul piede di guerra Il sindacato non fa sconti, alza la voce, ritiene che il gruppo Acciai  Speciali Terni debba essere venduto nella sua integrità compreso il Tubificio, perché l’integrità dello stesso sito e delle sue produzioni, sono  fondamentali e strategiche per l’intero settore inox italiano. Frasi scritte e riscritte, in attesa dell’ultima decisione di Outokumpu, che tarda ad  arrivare.
Impianti in Germania? Lo sguardo è volto ai tempi medi. La preoccupazione è che Outokumpu,  mantenendo per sé il sito, quando si accorgerà che la fornitura della materia prima è eccessiva a causa dei trasporti, potrebbe trasferire gli  impianti in Germania, dove già esiste uno stabilimento analogo. Insomma si  potrebbe ipotizzare la fotocopia magnetico.

L’azienda
 L’accordo di collaborazione  tecnica con la società giapponese Nisshin Steel, leader nel settore tubi, il supporto della società ThyssenKrupp Acciai Speciali Terni, entrambi  azionisti, congiuntamente al collegamento diretto con il Centro Sviluppo Materiali, è scritto nel sito della società, consente di ottenere standard  qualitativi elevati e costanti.
Le linee di produzione saldano  indifferentemente acciai della serie 300 e 400, con una varietà di spessori  e diametri per un totale di più di 1.200 prodotti ottimizzati per qualsiasi  lunghezza richiesta dal cliente, tutto ciò rispettando un livello di qualità  e di servizio eccellenti, che hanno portato la società di vocabolo Sabbione  a diventare in pochi anni azienda leader nel settore del tubo marmitta. Tra  i suoi prodotti, anche tubi quadrati e rettangolari, spazzolati o satinati,  per ogni tipo di applicazione strutturale e ornamentale. L’azienda, con personale multilingua, gli occupati sono intorno a 140, copre  le numerose esigenze degli utilizzatori del settore auto di cui è leader  mondiale nella produzione e vendita di tubi saldati in acciaio inossidabile.
Con la presenza di oltre 30 depositi di materiale proprio, dislocati in tutta Europa e adiacenti agli stabilimenti produttivi, assicurando in tal  modo un servizio di consegna just in time, il Tubificio è all’avanguardia  nel servizio al cliente.

Tavolo al ministero Le forze sociali sono determinate. Nessun cedimento sul fronte spezzatino,  deve trionfare l’integrità del gruppo e lo ripeteranno nelle prossime settimane al tavolo convocato al ministero dello Sviluppo Economico, in via  Molise, a Roma, all’attento e disponibile sottosegretario Claudio De  Vincenti. Il gioco si fa pesante, ma la determinazione potrebbe diventare  l’arma vincente di una partita che si sta avviando alla conclusione, con un  risultato ancora imprevedibile.

Corriere dell’ Umbria

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