rame tombe profanateTERNI Non c’è pace neanche al cimitero. Soprattutto in estate. I predoni del rame continuano a colpire in gran parte del territorio provinciale, spogliando campi santi e profanando tombe. Veri e propri specialisti dell’oro rosso che, con una tecnica ormai collaudata, arraffano di tutto e di più: grondaie, vasi di fiori, croci in bronzo e addirittura lettere dalle lapidi.
Nessun rispetto per i defunti, visto che il più delle volte spariscono anche le cornici dalle foto e le scritte dei nomi. Nel mirino i cimiteri più isolati. A Collestatte e a Papigno le “visite” più recenti, naturalmente sempre nel cuore della notte. “Non hanno rispetto di niente – attacca un’anziana residente proprio a Papigno – ed è grave che nessuno intervenga per porre fine a questo scempio. Vi lascio immaginare la sorpresa nel vedere la lapide di mio marito senza la più la croce nel mezzo”.

Servizio integrale nel Corriere dell’Umbria del 29 luglio

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