no_tav_chiomonte-300x199TORINO – E’ ancora tensione tra i No Tav e le forze dell’ordine: la mattina del 26 luglio un gruppo di attivisti è andato a protestare davanti al palazzo di giustizia di Torino proprio durante l’interrogatorio in Procura di Marta Camposano. La giovane, fermata nella notte del 19 luglio scorso nei boschi di Giaglione, pochi minuti dopo l’assalto al cantiere di Chiomonte, aveva denunciato molestie da parte delle forze dell’ordine. Una sessantina di attivisti del movimento sono accorsi in sua difesa e si sono appostati davanti al Tribunale per esprimere la loro solidarietà. Hanno tentato di affiggere anche uno striscione alla cancellata dell’edificio ma sono stati respinti con gli scudi dagli agenti schierati in tenuta anti-sommossa.

Sullo striscione c’è scritto a chiare lettere: “Se toccano una… Toccano tutte! Non un passo indietro solidarietà a Marta”. Firmato: “Compagne No Tav”. Gli attivisti però non si arrendono e uno ad uno, intervengono al microfono per gridare slogan contro la polizia e contro gli arresti, mentre la polizia è schierata a presidio dell’entrata del palazzo. I no Tav gridano pure contro i magistrati che conducono l’inchiesta, Antonio Rinaudo e Andrea Paladino che all’indomani delle denunce da parte di Marta, avevano aperto un fascicolo per violenza sessuale.

Dopo poco sono scoppiati i tafferugli: spintoni e grida. I manifestanti si sono lanciati corpo a corpo contro i poliziotti che li hanno respinti con gli scudi: è volato un manganello, i No Tav si sono fiondati per tentare di prenderlo, ma un poliziotto lo ha prontamente recuperato.

Il bilancio parla di un manifestante fermato e portato in un angolo dell’atrio del Palagiustizia. Una ragazza ferita alla testa ed accompagnata in ospedale da alcuni attivisti. Altri due, un uomo e una donna, un po’ attempati, sono rimasti contusi alle braccia. Nessuno fortunatamente ha riportato ferite gravi.

BlitzQuotidiano

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