UEFA CHAMPIONS LEAGUE 2014/15 GROUP STAGE GROUP E MANCHESTER CITY V ROMA ETIHAD STADIUM, MANCHESTER, UNITED KINGDOM - 30 SEP 2014La gita in terra d’Albione è finalmente prodiga di soddisfazioni per la Roma e per Francesco Totti. Dopo undici anni e mezzo e cinque trasferte in Champions (e due di Uefa) senza sorrisi, i giallorossi escono imbattuti da uno stadio inglese eguagliando il pari ottenuto nell’era Capello in casa dell’Arsenal.

Il capitano, invece, entra nella storia: segna il suo primo gol europeo Oltremanica con un pallonetto che batte in uscita Hart, prendendosi nella stessa serata anche il record di calciatore più anziano in rete (38 anni e 3 giorni) nella Coppa più prestigiosa: cancellata l’icona Ryan Giggs che regalò il suo ultimo sigillo continentale a 37 anni e 295 giorni.

Se la squadra di Garcia ha acquisito personalità a livello europeo, si capirà strada facendo. Intanto la classifica è in attivo dopo le prime due tappe, ma soprattutto conforta la prestazione all’Etihad Stadium dove la Roma è a lungo padrona del campo. Totti, gol a parte, è ispiratissimo ed illumina la scena con tagli e lanci a beneficio dei compagni mentre l’intensità e i recuperi dei centrocampisti (ottimo il lavoro di Nainggolan, per oltre un’ora sontuoso prima di calare per i tanti minuti giocati) si rivelano armi efficaci per contrastare il possesso palla del City. Persino l’esordiente polacco Skorupski (De Sanctis acciaccato non va nemmeno in panchina e viene preservato per l’appuntamento con la Juve) non si emoziona, anzi mostra una decisiva deviazione d’istinto su Lampard e un’uscita provvidenziale nella sua area. E nel finale di sofferenza, la difesa regge benissimo la spinta del Manchester, che con il pari di ieri si trova già ad inseguire le avversarie.

Colpita a freddo dal rigore di Aguero (l’argentino è bravo a trovare il fallo di Maicon, ingenuo ad allargare il braccio, e poi a trasformare il tiro dal dischetto), la Roma reagisce subito. La traversa di Maicon sul primo lampo di Francesco Totti è un campanello d’allarme per la lenta difesa del City. La squadra di Garcia cuce con pazienza le sue azioni, sfruttando la palla a terra con lo smarcamento dei centrocampisti, bravi a gestire la sfera.

È una Roma autorevole nel possesso palla molto più degli inglesi che provano a pressare con gli attaccanti (Yanga-Mbiwa ci mette un po’ ad accorciare su Dzeko, alto ma veloce nei movimenti anche se non in serata positiva) ma non con i centrocampisti, che devono controllare gli avversari del reparto nevralgico. Il pallonetto-gol di Totti, costruito dai giallorossi con un’azione quasi perfetta, legittima la prova della truppa di Garcia che tiene il piede sull’acceleratore andando a sfiorare anche il vantaggio con Gervinho, attesissimo a quelle latitudini. Il tocco largo di mano del centrale romanista Manolas, giudicato involontario da Kuipers, fa scorrere un brivido per i 2000 tifosi giallorossi sui titoli di coda del primo tempo.

La Roma non cambia atteggiamento nemmeno nella ripresa e quando affonda, fa male: Totti e Pjanic non trovano la porta (il bosniaco calcia però di sinistro che non è il suo piede) e la difesa inglese traballa in più di un’occasione. Garcia passa al 4-2-3-1 nel momento in cui il City cerca il forcing per mettere le mani sul match. L’uscita di Totti, esausto dopo una grande partita, fa mancare alla Roma il raccordo con la fase difensiva e a quel punto salgono in cattedra i difensori, di fronte all’assedio del City (Lampard prova senza fortuna un tiro da fuori). I giallorossi resistono, Silva sbaglia da due passi il match ball nel recupero e per la Roma è un punto d’oro che regala ottime prospettive per le prossime sfide del girone. ilgiornale

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