macerataMACERATA Avevano trovato il modo di avere un reddito certo, ai danni dello Stato, senza lavorare i 25 immigrati denunciati dalla Guardia di Finanza di Camerino per una truffa del valore complessivo di 200 mila euro. Il sistema di frode utilizzato permetteva di recepire uno o più assegni sociali, pur non avendo i requisiti richiesti dalla legge.
«Da un paio di mesi – ha spiegato il tenente Francesco Feola – tenevamo sotto osservazione alcuni soggetti extracomunitari, per lo più albanesi, che sebbene non lavorassero, passavano le loro giornate in alcuni bar, giocavano alle slot machine, consumavano alcolici e avevano auto di medio tenore. I colleghi hanno analizzato il loro stato di famiglia e, conoscendo bene il territorio, si sono accorti che sulla carta risultava la presenza nelle famiglie di genitori ultrasessantacinquenni che di fatto non c’erano».
In effetti la legge, per il rilascio dell’assegno sociale che può essere di un importo compreso tra i 370 e i 429 euro ma può aumentare fino a 700 euro in caso di figli a carico e reddito particolarmente basso, chiede il superamento dei 65 anni di età, il soggiorno continuativo per almeno 10 anni nel territorio nazionale e la residenza effettiva, salvo che per gravi motivi sanitari che vanno documentati. «In realtà – ha sottolineato il tenente Feola – ci siamo accorti che i soggetti indagati facevano arrivare in Italia i  genitori,  in molti casi sia del marito che della moglie, attraverso l’istituto del ricongiungimento familiare, poi si recavano all’Inps per ottenere la pensione sociale, aprivano conti correnti cointestati in cui far versare l’assegno e una volta presa la pensione tornavano a casa. Attraverso un significativo passarola e la diffusione anche su internet, il sistema è molto conosciuto tra gli immigrati ».

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