cascata-turistiTERNI Seimila circa i turisti che lunedì dell’Angelo hanno scelto la Cascata delle Marmore per fare una gita nel ternano, contro i circa 1500 del giorno di Pasqua, un risultato che soddisfa a metà, perché sebbene il sito abbia tenuto, la flessione rispetto agli altri anni si nota. Nel 2012 il giorno di pasquetta le visite erano state circa 8500, lontani anni luce dal record di presenze registrato per il ponte di Pasqua del 2007 quando i biglietti staccati in tre giorni furono addirittura 25mila, un boom mai più visto. A farla da padrona in questo weekend pasquale è stato senz’altro il maltempo che non ha invogliato i turisti per la tradizionale gita fuori porta o il tradizionale tour turistico tra le bellezze dei paesaggi umbri, ma anche la crisi economica si è fatta sentire. Quello che amareggia è, però la mancanza di sinergie messe in campo nel territorio per aiutare a risollevarsi, ad esempio lamentano gli addetti ai lavori è mancato il lavoro di raccordo svolto in passato dall’ufficio dell’Infopoint, gestito dal Ditt e pensato per promuovere il territorio, chiuso in questi giorni. Solitamente il turista attratta dalle bellezze di un sito, come può essere il balzo delle acque delle Cascate delle Marmore, gli viene, poi, prospettata tutta una serie di possibili visite sul territorio, come potrebbe essere il sito archeologico di Carsule, che ieri ha registrato circa 200 accessi contro i più di 300 dello scorso anno e viceversa. Insomma è mancato il collante che unisce e punta a valorizzare le bellezze del ternano.

TerniMagazine

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