pizzarotti2uUn articolo del Sole 24Ore analizza i quasi dodici mesi di giunta parmigiana targata Movimento 5 Stelle e scrive che “saranno i cittadini a pagare il costo salato della crisi.

Un rigore teutonico, o meglio ‘montiano’, per tenere in piedi il bilancio della città”. Ma quella che sembra un’operazione di buon senso è in realtà un “paradosso gigantesco per il Movimento 5 stelle che alla prova del governo veste i panni dello spietato tosatore”. Certo, le casse del Comune sono disastrate, con un buco che, tenendo conto delle società partecipate, supera gli 800 milioni di euro.

Ma il fatto che il bilancio del sindaco Federico Pizzarottiabbia chiuso con tutti i segni più per quanto riguarda le entrate tributarie, fa capire subito che la “spremitura” (o tosatura che dir si voglia) dei cittadini è iniziata. Le entrate tributarie, puntualizza il Sole, sono aumentate del 20% rispetto al 2012: un aumento di 30 milioni di euro in un colpo solo. E molto probabilmente questo trend proseguirà. Almeno fino a tutto il 2015.

L’Imu, ricorda quotidiano della Confindustria, è a livelli altissimi: l’aliquota è allo 0,6%, che si traduce in 84 milioni di euro per le casse del Comune. A questo salasso bisogna poi aggiungere l’Irpef locale e soprattutto l’aumento delle rette dei servizi. Alcuni esempi: le rette per gli asili nido salgono a 3,9 milioni (da 3,4), le mense per l’infanzia porteranno 4,2 milioni di entrate contro i 3,3 del 2012 (l’aumento in questo caso è del 30%). Dalle mense scolastiche invece sono previsti incassi per 5,1 milioni (+10 %).

Al Comune di Parma, tra l’altro, va il triste record della città più tassata della regione. Ogni leva fiscale è al massimo livello possibile, dall’Imu all’addizionale Irpef: sulla prima casa l’aliquota comunale è allo 0,6%, mentre sulle altre abitazioni, uffici e negozi arriva a 1,06%. Lo stesso dicasi per la quota di Irpef che finisce nelle casse comunali, fissata allo 0,8%. Nel bilancio 2013 il sindaco grillino ha confermato confermato tutte le stangate fiscali approvate l’anno precedente dal commissario Mario Ciclosi, arrivato in città dopo i disastri finanziari dell’amministrazione Vignali. E c’è anche un’altra bella sorpresina per i cittadini di Parma: la giunta pensa di poter incassare il 9% in più dalle contravvenzioni agli automobilisti.

Per ovviare alle critiche Pizzarotti pensa di  introdurre un meccanismo di sgravi fiscali per le famiglie che hanno più figli iscritti ai servizi dell’infanzia, mentre non ha in mente niente per tentare di abbassare le aliquote Imu e Irpef. Evidentemente per il sindaco questo non è un problema. Dopo l’approvazione del bilancio consuntivo 2012 avremo un quadro più chiaro della situazione. Ma, viste le premesse, il quadro difficilmente sarà roseo.

Messa da parte la propaganda e le parolacce, a Parma la giunta grillina ha messo in atto una stretta fiscale senza precedenti, che va a impoverire i cittadini in un periodo di crisi economica già nera. E’ il segno, questo, che tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare. O, molto più semplicemente, che non si può governare con la demagogia e gli slogan. Grillo che dirà? Ovviamente se la prenderà con quelli che c’erano prima. Ma non è, questa, la solita tecnica usata dai “vecchi” politici? Insomma, quando si deve governare bisogna sporcarsi le mani con decisioni il più delle volte impopolari che mal si conciliano con le frasi a effetto piene di demagogia della campagna elettorale. Questo, ovviamente, vale per tutti, non solo per Grillo. Ma è lecito chiedersi: un ipotetico governo nazionale del M5S userebbe il “metodo Parma” anche per il Paese, oppure no?

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