escozul_anticancroSi chiama Escozul ed è un farmaco ricavato dal veleno dello scorpione azzurro cubano – Sul web c’è chi ne parla come di un rimedio miracoloso ma non esistono prove scientifiche certe, eppure lo sta sperimentando, sembra con buoni risultati un cittadino dell’orvietano, il sign Roberto, che ha abbandonato tutti gli altri tipi di cure, fin dal 23 marzo scorso. Gli esperti non si sbilanciano, anche se alcuni medici dicono che abbinare questo medicamento alle terapie tradizionali antitumore, non comporterebbe problemi. I cubani affermano che fa bene, sono stati intervistati dalla troupe de Le Iene che ha fatto lo scoop, durante le file per accaparrarsi il farmaco nei distretti sanitari cubani. I Caraibi, Cuba, il sangue di scorpione…una miscela che fa ricetta. Ricetta niente meno che contro il cancro. Per ora  tutto si regge sul passaparola e i racconti di chi questa nuova terapia racconta appunto di averla provata. Ricordate Luigi Di Bella? Mezza Italia si innamorò della sua “cura”, mezza Italia lo elesse a speranza dei malati e a vittima degli scienziati, mezza Italia si schierò con lui, compresa l’Italia politica, soprattutto, chissà perché l’Italia politica di destra. Poi la “cura” Di Bella svanì e sfumò, ora tocca al sangue di scorpione. Il farmaco si chiama Escozul, è prodotto a Cuba da un’azienda locale, la Labiofam e in occidente, internet a parte, è  sconosciuto o quasi. Nelle intenzioni dei medici che ne hanno studiato le proprietà, dottori che messi tutti insieme sommano zero pubblicazioni nelle più autorevoli riviste internazionali di medicina, l’Escozul sarebbe efficace in alcune delle più pericolose forme di cancro, dal colon al cervello passando per i polmoni e il seno. Del prodotto si parla dal 1985 quando il biologo cubano Misael Bordier scoprì le proprietà antitumorali del veleno di una specie particolare di scorpione.Il farmaco, infatti, altro non è che veleno di scorpione diluito in acqua. La specie che produce la tossina da cui si ricava l’Escozul è il il rophalurus iunceus, lo scorpione azzurro, una grossa varietà che vive solo a Cuba. Tenuto in laboratorio, alimentato in modo regolare e sottoposto ad una forte scossa elettrica, lo scorpione azzurro produce due o tre gocce di veleno al giorno, la base per il farmaco che poi viene diluito in acqua fino a raggiungere una concentrazione di veleno minima, (0.003 milligrammi per litro) e quindi somministrato. Di ricerche scientifiche che provino l’efficacia o meno dell’Escozul di fatto non ce ne sono così come non si ha traccia di eventuali effetti collaterali. Di certo c’è che la tossina è un antinfiammatorio naturale, aiuta il sistema immunitario e impedisce la formazione di vasi sanguigni nelle tumore. In Italia medici come Pierfranco Conte, direttore di Oncologia all’università di Modena, affermano di non averne “mai sentito parlare”. A Cuba, invece, ammettono di conoscerlo ma parlano di sperimentazione ancora da avviare e fase di “protocolli di ricerca”. Il fatto che i medici che ci lavorano siano cubani e quindi dei “marginali” nella comunità scientifica internazionale non aiuta. Aiuta, invece, e non poco, il web. Basta una ricerca di pochi minuti su di un qualsiasi motore di ricerca per trovare decine di racconti di gente che ha provato il farmaco e dichiara poi di “star meglio”. Anche in Italia i casi non mancano e i luoghi deputati ai racconti sono soprattutto i “forum” medici, quei siti che la quasi totalità dei medici di famiglia raccomanda di non consultare mai. Tanti pazienti raccontano di straordinari miglioramenti dei loro cari grazie alla tossina di scorpione. Uno scenario quasi da sogno: basta andare a Cuba con la cartella clinica e la maggior parte delle volte la Labiofam somministra il farmaco gratuitamente. Di storie a lieto fine, però, anche sul web ce ne sono poche: molti pazienti migliorano grazie all’Escozul ma alla fine muoiono per altre complicazioni, dall’insufficienza respiratoria all’encefalopatia da radiazioni fino a infezioni dei tipi più disparati. Un caso, quello dell’Escozul, che ricorda per molti aspetti un’altra “panacea mediatica”, quella del professor Luigi Di Bella e della sua “somatostatina” quella che i sostenitori del medico, tanti soprattutto in ambiente non scientifico, chiamavano la molecola anticancro. Somatostatina e melatonina erano gli ingredienti base di un trattamento terapeutico che, a detta di molti che l’avevano provato, aveva del miracoloso. Nonostante le resistenze della comunità scientifica e le forti perplessità del ministero della Salute complice una forte campagna mediatica condotta da alcuni politici (l’allora presidente della Regione Lazio Francesco Storace, solo per fare un esempio, aveva l’intenzione di rimborsare i soldi spesi dai pazienti che volevano curarsi col metodo Di Bella), qualche radio locale e una piccola parte della stampa, si decise per la sperimentazione. Era il 1999 e i risultati furono disastrosi: al “multitrattamento Di Bella” reagì positivamente meno dell’1% dei pazienti. Il medico protestò ferocemente indicando i motivi per cui, a suo giudizio, la sperimentazione era fallita: una vera e propria teoria “complottista” quella di Di Bella che parlò di somministrazione di farmaci scaduti, dosaggi sbagliati e pazienti appositamente scelti tra quelli in condizioni  disperate.  La multiterapia, di fatto, uscì dalle pagine dei giornali e non se ne parlò più. Il bisogno di cure, anche miracolose per chi lotta con una malattia terribile invece rimane lì latente pronto a rispuntare più forte che mai al più labile segno di speranza.

«Mia madre è affetta da glioblastoma, un carcinoma molto aggressivo che le ha colpito il cervello. Abbiamo scoperto la malattia 4 mesi fa. Dopo un intervento chirurgico a San Giovanni Rotondo abbiamo iniziato il trattamento chemioterapico e tutto quello che prevede la medicina tradizionale. Non ottenendo i risultati sperati, dal 9 settembre, con l’ok del nostro oncologo, abbiamo provato l’Escozul, un farmaco naturale prodotto a Cuba. I primi riscontri sono stati positivi. Mia madre è ora più vitale, meno spenta, soffre meno».
A parlare è T.P., imprenditrice di Conversano, prima persona in Puglia a scegliere il farmaco naturale ottenuto con il veleno dello scorpione azzurro caraibico. Appena è entrata a conoscenza dei benefici procurati da questo farmaco, l’imprenditrice ha voluto raccontarlo pubblicamente: «Ho conosciuto l’Escozul su Facebook iscrivendomi al gruppo di discussione “Glioblastoma multiforme cancro al cervello”. Con gli internauti – spiega – ho scambiato alcune informazioni e mi sono subito attivata per ritirare questo farmaco. Ho scoperto che molti pazienti terminali hanno trovato benefici dall’uso di Escozul e che tanti vanno a Cuba per curare i propri familiari».
A confermarci i benefici del farmaco è, al telefono, il dottor Giovanni Battista Speranza, direttore del reparto di Oncologia medica dell’ospedale «Giovanni Battista Grassi» di Ostia, in provincia di Roma, che ha parlato dell’Escozul in un convegno scientifico tenutosi al Lido di Ostia a giugno. L’ospedale «Grassi » è diventato punto di riferimento per tante famiglie che, da mesi, s’imbarcano all’aeropor to di Fiumicino, destinazione L’Avana.
Speranza ha iniziato a interessarsi del farmaco un anno fa, quando una paziente affetta da neoplasia della mammella gli chiese di curarla. La paziente iniziò il trattamento classico e il quadro clinico progressivamente migliorò. Dopo due mesi la paziente confessò che indipendentemente dalla cura prescritta aveva autonomamente iniziato u n’altra cura con l’Escozul. Solo dopo, il medico romano scoprì che altri cinque pazienti lo stavano assumendo, senza ottenere la guarigione definitiva ma con un miglioramento generale evidente.
Dottore, siamo di fronte a un nuovo caso Di Bella? «No, sarebbe molto pericoloso», è la risposta. Speranza tiene a ribadire che «non vanno alimentate false illusioni e che in ogni caso i pazienti affetti da tumore non devono assolutamente abbandonare le terapie tradizionali. L’Escozul – chiarisce – non è un antitumorale ma un farmaco omeopatico che aiuta, allevia il dolore e interviene sull’infiammazione. Le mie considerazioni? Sono favorevoli. I pazienti che seguo lo stanno assumendo e stanno meglio. Le raccomandazioni sono di stare molto attenti e di fidarsi solo di persone che si conoscono».
È possibile procurarsi l’Escozul solo a Cuba. Le autorità del ministero della Salute cubano lo danno gratuitamente anche agli stranieri, previa presentazione della documentazione clinica. Per informazioni www.labiofam.cu. La signora T.P., di Conversano, sarà la prima pugliese a prendere il volo della speranza per rifornirsi delle quantità del farmaco necessarie per curare sua madre.

Cuba si appresta a mettere in commercio un medicinale basato sul veleno dello scorpione blu che potrà essere utilizzato nelle terapie contro il cancro. Lo ha reso noto Josè Antonio Fraga, direttore dello statale Laboratorio Biologico e Farmaceutico (Labiofam), precisando che è imminente il passo previo, cioe’ la registrazione ufficiale del farmaco. “Siamo in attesa che lo Stato ci dia l’approvazione in tal senso”, ha sottolineato Fraga in una conferenza stampa. Il direttore di Labiofam ha anche assicurato che almeno 8.000 pazienti hanno già utilizzato in forma sperimentale il farmaco denominato ‘Escoazul’ e che esperimenti pre-clinici sono stati realizzati i laboratori di Italia, Francia, Spagna e Venezuela.
Già anni fa, specialisti cubani hanno scoperto che le tossine dello scorpione blu (Rhofalaurus junceus) contengono proteine di basso peso molecolare con proprietà antitumorali. D’altra parte, ormai da tempo, molti stranieri approdano a Cuba per ottenere l’Escozul che, appunto in via sperimentale, viene distribuito gratuitamente dalla Labiofam. Ora verrà messo in vendita. Lo scorpione blu (Rhopalurus junceus), è una specie endemica che vive solo a Cuba e che inietta una sostanza tossica, ricca di proteine dalle proprietà antitumorali, analgesiche e antinfiammatorie. Escozul è prodotto a Cuba da un’azienda locale, la Labiofam e in occidente, internet a parte, è però sconosciuto o quasi. Nelle intenzioni dei medici che ne hanno studiato le proprietà, dottori che messi tutti insieme sommano zero pubblicazioni nelle più autorevoli riviste internazionali di medicina, l’Escozul sarebbe efficace in alcune delle più pericolose forme di cancro, dal colon al cervello passando per i polmoni e il seno. Del prodotto si parla dal 1985 quando il biologo cubano Misael Bordier scoprì le proprietà antitumorali del veleno di una specie particolare di scorpione.Il farmaco, infatti, altro non è che veleno di scorpione diluito in acqua. Lo scorpione, che produce la tossina da cui si ricava l’Escozul, tenuto in laboratorio, alimentato in modo regolare e sottoposto ad una forte scossa elettrica, produrebbe due o tre gocce di veleno al giorno, la base per il farmaco che poi viene diluito in acqua fino a raggiungere una concentrazione di veleno minima, (0.003 milligrammi per litro) e quindi somministrato. Di ricerche scientifiche, che provino l’efficacia o meno dell’Escozul, di fatto non ce ne sono così come non si ha traccia di eventuali effetti collaterali. Di certo c’è che la tossina è un antinfiammatorio naturale, aiuta il sistema immunitario e impedisce la formazione di vasi sanguigni nelle tumore. Il Dott. Fraga assicura però che l’iter registrativo è giunto alle fasi finale e ricorda anche che, gli studi preclinici sull’anticancro da veleno di scorpione blu, sono stati condotti con risultati promettenti, oltre che a Cuba, in vari laboratori tra Venezuela, Spagna, Francia e Italia. Migliaia di pazienti l’hanno già assunto in via sperimentale da quando il biologo cubano Misael Bordier ha iniziato a usarlo come antitumorale, nei primi anni ‘90. Il veleno dello scorpione blu è già stato usato a Cuba per generazioni come rimedio della medicina tradizionale.

 

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