reneROMA – “Vendo rene”: non è un vecchio film neorealista, né una storia esotica di povertà nel terzo mondo. E’ l’annuncio di un “esodato” del nordest (e riportata dal Gazzettino), categoria che abbiamo imparato a conoscere. L’annuncio l’ha pubblicato su un blog, dopo un disperato consulto di famiglia: Alessandro (nome di fantasia) non ce la fa più a tirare avanti, non ce la fa letteralmente a sfamare moglie, tre figli e se stesso. 54 anni di vicino Pordenone, emigrato 15 anni fa in Friuli alla ricerca di un futuro, se l’era procurato, e pure dignitosissimo, come metalmeccanico manutentore di V livello in un’azienda di Bergamo.

Fino a che, due anni fa, non ha perso il lavoro. Ha avuto accesso a un assegno di mobilità all’inizio, ma per accedere alla pensione dovrebbe lavorare fino a 58 anni. La moglie può portare a casa 400 euro mensili lavorando a una ditta di pulizie. Dei tre figli, il dodicenne va scuola (ma a piedi perché non può pagare i 52 euro della retta del bus), gli altri due, 24 e 20 anni (hanno dovuto interrompere gli studi), contribuiscono al bilancio familiare con i lavori stagionali della vendemmia. Il regime alimentare che hanno intrapreso è ridotto a una dieta di uova e barbabietole, fornite loro da un’anima pia. Non ce la più Alessandro, ha deciso di vendere un rene. Questo il testo dell’annuncio:

Siamo in cinque a dover mangiare e solo con i quattrocento euro mensili di mia moglie non ce la facciamo più. È due anni che ho perso il lavoro e dopo aver venduto tutto l’oro e i gioielli di famiglia facciamo fatica a mangiare. Ora è anche finito l’aiuto dei servizi sociali del Comune. Perciò ho deciso di vendere un rene al miglior offerente, solo così posso continuare a sfamare la mia famiglia.

BlitzQuotidiano

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