basell (2)TERNI I segretari generali di Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec-Uil Emilio Miceli, Sergio Gigli, Paolo Pirani hanno scritto al ministro dello Sviluppo Economico on. Flavio Zanonato chiedendo un urgente incontro sulla situazione e le vicende in Italia della “Lyondell Basell”, la multinazionale americana tra i più grandi produttori al mondo di polipropilene, che aveva annunciato qualche mese fa un forte ridimensionamento del Centro di ricerche “Giulio Natta” a Ferrara, il taglio di un quarto del budget, e avviato, nel 2010, le procedure per la chiusura dello stabilimento di Terni. Poichè il 20 luglio scadono i tempi della procedura di licenziamento collettivo, i sindacati temono atti unilaterali di licenziamento proprio in una società dalle evidenti solidità economiche. Peraltro “Lyondell Basell” ha sempre rifiutato nei vari incontri di prendere in considerazione le proposte sindacali ad evitare i licenziamenti collettivi (cassa integrazione, contratti di solidarietà, part-time, incentivi all’esodo volontario, ricollocazioni, ecc.). Da qui la richiesta sindacale di incontro urgente con il ministro, anche per non far passare sotto silenzio la grave emorragia che sta subendo la chimica di base in Italia, strategica per la    competitività dell’intero sistema industriale del nostro paese.  “La multinazionale Lyondell Basell fra i più grandi produttori di polipropilene è stata sotto la protezione (dai debitori) del Cap.11 della legge  fallimentare statunitense dal gennaio 2009 a maggio 2010, alla fine è arrivato il nuovo proprietario, subito la ripresa dei profitti e quotazione a Wall Street il 28 ottobre 2010 a 21$ azione. Oggi il titolo oscilla attorno a 65/68$. Usciti dall’amministrazione controllata il fatturato globale si è stabilizzato intorno ai 48/51 miliardi di $, con un mol tra i 4,6 e i 5,8 miliardi di $. Anche la controllata italiana – Basell Poliolefine Italia – presenta tutt’ora un andamento positivo, anche avendo alcune produzioni contabilizzate in Europa per scelte  organizzative e fiscali, nel 2010 le procedure per chiudere lo stabilimento di Terni, che rientrava tra i 14 impianti da chiudere nel mondo, nel dicembre 2012 si decide di tagliare un quarto del budget del Centro Ricerche a Ferrara per rivedere i costi.  Si sta definendo pertanto un quadro di alleggerimento della presenza Lyondell Basell in Europa e in Italia per trasferire  le produzioni e innovazione verso oltre ocean. Poiché il 20 luglio scadono i tempi della procedura di licenziamento collettivi urge un incontro con il Governo”.

TerniMagazine

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