attacco-gas-siria1-300x198NEW YORK – Tre giorni di attacchi limitati e circoscritti da giovedì a sabato. Questa la risposta degli Stati Uniti all’uso di armi chimiche contro i civili in Siria secondo l’Nbc. Il presidente Barack Obama non conferma, ma a chi teme attacchi missilistici ricorda che la forza non è l’unica via di intervento. E se su una risposta forte e chiara aBashar al Assad gli americani non trovano ancora accordo, di una cosa sono convinti: la missione dell’Onu non ha senso e gli esperti vanno richiamati, scrive il Wall Street Journal.

Le prove che il regime di Assad ha usato armi chimiche sono evidenti, secondo gli Usa, e inviare esperti dopo una settimana quando dopo 72 ore le tracce di gas nervino scompaiono non ha alcun senso. Intanto l’Iran si prepara al contrattacco, dicendosi pronta a ritorsioni su Israele, mentre laRussia avvisa: “Qualsiasi uso della forza militare contro la Siria non farà altro che destabilizzare ulteriormente il Paese e la regione“, ha avvisato il ministro degli Esteri Serghiei Lavrov.

ATTACCO DI TRE GIORNI – La Casa Bianca, secondo la Nbc, si prepara ad un attacco di tre giorni da giovedì 29 agosto a sabato 31 agosto. Ma una decisione da Obama non è ancora stata presa. Quel che è certo è che la Siria “ha superato la linea rossa” e che un intervento è necessario.

Jay Carney, il portavoce della Casa Bianca, ha spiegato che gli Stati Uniti non hanno intenzione di guidare un cambio di regime in Siria, ma solo di rispondere alle violenze. Un cambio del regime in Siria deve avvenire attraverso una transizione politica, afferma Carney, sottolineando che la ”logica” indica che le armi chimiche siano state usate in Siria dal regime di Assad. Carney ha poi spiegato che le possibilità di intervento in Siria per Barack Obama non sono limitate all’uso della forza.

“MISSIONE ONU INUTILE” –  Una missione priva di significato perché le prove sulle armi chimiche era già definitive. Susan Rice, il consigliere alla sicurezza di Obama, domenica scorsa aveva avvisato l’ambasciatrice americana all’Onu Samantha Power e altri esponenti delle Nazioni Unite.

Secondo quanto riporta il Wall Street Journal, i servizi di spionaggio israeliani avrebbero fornito alla Cia informazioni decisive giunte da una elite speciale della divisione siriana che ha la supervisione delle armi chimiche di Assad. Le informazioni, verificate dalla Cia, mostrerebbero che alcuni tipi di armi chimiche sarebbero state mosse in anticipo nel sobborgo di Damasco dove sarebbe avvenuto il presunto attacco del 21 agosto. Le informazione confermate dalla Cia avrebbero cambiato la posizione americana e l’amministrazione, sabato notte, sarebbe giunta alla conclusione che se gli Stati Uniti avessero deciso di attaccare lo avrebbero fatto con gli alleati e senza l’Onu, per superare l’atteso veto russo.

“GAS NERVINO, LE PROVE”  – Conversazioni intercettate dai servizi segreti americani lunedì 26 agosto dimostrerebbero il ruolo del regime siriano nell’attacco con armi chimiche a est di Damasco. Lo riporta in esclusiva la rivista Foreign Policy.

Le intercettazioni riguardano telefonate di un funzionario della difesa siriana con un leader dell’unità siriana armi chimiche. Nella conversazione si chiede conto e ragione dell’attacco al sarin in cui sarebbero morte oltre mille persone. Queste conversazioni avrebbero dato a Washington la certezza che gli attacchi sono opera del regime di Bashar al Assad, scrive Foreign Policy.

“ATTACCHEREMO ISRAELE” – La militante agenzia iraniana Fars, vicina al Corpo d’elite dei Pasdaran, cita una ”alta fonte delle forze armate siriane” per avvertire gli Usa e i suoi partner che osare una vera guerra contro la Siria scatenerà un immediato contrattacco a Tel Aviv da parte di Damasco e i suoi alleati.

”Se Damasco viene attaccata, anche Tel Aviv verrà presa di mira e una vera guerra contro la Siria produrrà una licenza per attaccare Israele”, avrebbe detto la fonte anonima alla Fars. ”Siamo sicuri che se la Siria è attaccata – ha affermato inoltre il militare siriano – anche Israele sarà messo a fuoco e un simile attacco” inoltre ”impegnerà i vicini della Siria”.

La fonte ha messo poi in guardia che ”indebolire il governo centrale di Damasco comincerà a far crescere gli attacchi contro Israele” anche da parte di ”gruppi estremisti che troveranno un motivo per attuare le loro aspirazioni”.  Dal canto suo un deputato israeliano, Mansour Haqiqatpour, parlando all’agenzia ufficiale iraniana Irna ha sostenuto che gli Usa dovrebbero essere consapevoli che un attacco alla Siria comporterà per loro il pagamento di un ”pesante tributo”.

Imprecisati ”esperti militari” citati sempre dall’agenzia Fars ritengono che i ”missili supersonici e anti-nave della Siria, inclusi gli Yakhont, Iskandar e gli Scud che non possono essere ne’ intercettati ne’ deviati dalle dalle gigantesche navi da guerra della Marina Usa stanno fungendo da deterrente per un attacco navale statunitense alla Siria”.

“FORZA DESTABILIZZANTE” –  I due interlocutori, secondo il sito del ministero degli esteri russo, “si sono detti d’accordo sul fatto che in questo momento critico tutte le parti, compresi anche i ‘giocatori’ esterni, devono agire con la massima responsabilità, senza ripetere gli errori del passato”.

“La situazione in Siria si è bruscamente aggravata in seguito ai passi e alle dichiarazioni fatti da una serie di Paesi”, commenta il ministero.

BlitzQuotidiano

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