massimo bossettiROMA – Oggi, venerdì 3 luglio, inizia il processo contro Massimo Giuseppe Bossetti, accusato e in carcere per l’omicidio di Yara Gambirasio, la tredicenne di B embate di Sopra, scomparsa il 26 novembre del 2010. Il cadavere fu trovato in un campo di Chignolo d’Isola il 26 febbraio del 2011. Sui leggings e sugli slip di Yara fu ritrovato un dna che dopo mesi fu ritenuto compatibile con quello di Bossetti. Questa è la prova principale che, secondo l’accusa, inchioda il muratore di Mapello.

La vittima, l’imputato, la famiglia, la mamma e la moglie di Bossetti: questi i principali personaggi di uno dei casi di cronaca più seguiti dai giornali e dagli italiani. La vittima, Yara Gambirasio, tredici anni, è scomparsa il pomeriggio del 26 novembre 2010. Era uscita per consegnare uno stereo alla sua allenatrice ma, di Yara, si perdono le tracce sulla strada del ritorno dalla palestra. Il cadavere era stato ritrovato per caso, da un aeromodellista, tre mesi dopo in un campo abbandonato tra i capannoni di Chignolo d’Isola. L’imputato è Massimo Bossetti, 44 anni, carpentiere di Mapello dove vive con moglie e tre figli. Secondo l’accusa ad inchiodare Bossetti è la prova del Dna, che per anni è stata chiamata “Ignoto 1″.

Poi ci sono i genitori di Yara: Maura Panarese e Fulvio Gambirasio, lei maestra d’asilo, lui geometra. Il giorno della scomparsa della figlia convocarono una conferenza stampa per lanciare un drammatico appello: “Lasciatela tornare a casa, non abbiamo mai fatto del male a nessuno”. Hanno scelto di affidarsi a un legale, l’avvocato Enrico Pelillo (oggi affiancato dal collega Andrea Pezzotta), solo dopo il rinvenimento del corpo di Yara.

C’è Ester Arzuffi, 68 anni, la madre di Bossetti. Attraverso il suo Dna gli inquirenti sono risaliti al figlio. Rinvenuto il Dna del presunto assassino e scoperto che era figlio illegittimo dell’autista di GornoGiuseppe Guerinoni, le indagini si sono focalizzate sulla ricerca della mamma. E gli inquirenti scoprirono che la madre di Ignoto 1 era proprio Ester dopo aver raccolto centinaia di tracce di Dna dalle donne che frequentavano la Val Seriana. E infine c’è la moglie Massimo Giuseppe Bossetti: Marita Comi. “La sera del delitto? Non ricordo, perché per noi è stata una sera come tutte le altre. Sono sicura che Massi fosse a casa. Non esce mai la sera”: così Marita ha difeso il marito davanti e dietro le telecamere.

Blitz

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