La nuova ricerca del Cert Usa, che ha scoperto una nuova vulnerabilità presente nella maggior parte dei router Wi-Fi, “preoccupa soprattutto in chiave futura: come saranno messi in sicurezza tra qualche anno, nei confronti di questi bug, i milioni di dispositivi IoT per i quali non si prevedono patch?”. È quanto dice a Cyber Affairs Stefano Zanero, professore associato del DEIB, il dipartimento di computer engineering del Politecnico di Milano.

Lo studio americano ha portato alla luce una falla attraverso la quale i cyber criminali sarebbero in grado di bypassare il protocollo di protezione Wi-Fi Protected Access II (WPA2), con gravi conseguenze sulla sicurezza di reti e dispositivi.

“Si tratta”, commenta Zanero, “di una vulnerabilità implementativa, ma in realtà dettata da problemi di protocollo, quindi affligge qualsiasi oggetto connesso: cellulari, computer, ma anche termostati o frigoriferi se usa il Wi-Fi. La priorità in questo momento”, sottolinea ancora l’esperto, “è patchare i client laddove possibile, siano essi ad uso domestico o aziendale. Questa azione scongiura l’attacco più pericoloso citato nel paper del Cert Usa. Per evitare, invece, qualsiasi tipo di problema, bisognerà invece procedere a risolvere il bug nel router”.

Un altro aspetto del problema, forse il più rilevante, riguarda l’universo degli oggetti connessi, la cosiddetta IoT (Internet of Things). “Tra qualche anno”, evidenzia Zanero, “il mondo sarà pieno di cose collegate alla Rete. Per questi device, spesso non sono previsti aggiornamenti di sicurezza e, comunque, potrebbero semplicemente non essere più supportati. Bisognerebbe iniziare a pensare a questi temi, prima che diventi troppo tardi”, conclude l’esperto.

ASKANews

Lascia un commento

Name and email are required. Your email address will not be published.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.