stipendiROMA – Fare il dirigente della pubblica amministrazione in Italia conviene, conviene eccome. E non tanto perché, come recita il (mal) pensiero comune, lavorare per lo Stato è sinonimo di poca o nessuna responsabilità e di ancor minore impegno. Ma conviene soprattutto per lo stipendio: un dirigente della PA italiana guadagna infatti in media 12 volte il reddito procapite, che in altre parole vuol dire che il suo stipendio mensile è uguale al reddito annuale di un italiano “medio”. E per fortuna che il servizio che il pubblico offre in Italia è impeccabile, altrimenti ci sarebbe da piangere, specie confrontando le nostre retribuzioni con quelle degli omologhi di due stati a caso, Germania ed Inghilterra, che dell’inefficienza sono notoriamente il simbolo. I dirigenti della PA di sua Maestà guadagnano circa 5 volte il reddito procapite mentre, quelli tedeschi, circa 4 volte. Per fortuna che l’efficienza è li a spiegare e giustificare queste differenze…

Dal dossier che il commissario alla spending reviewCarlo Cottarelli ha presentato al governo emergono particolari, probabilmente noti ma non pubblicizzati, che fanno letteralmente accapponare la pelle. E il capitolo che riguarda le retribuzioni dei cosiddetti ruoli apicali della pubblica amministrazione nostrana è uno di questi. Già solo apprendere che i dirigenti italiani “top” sono pagati 12 volte il reddito pro capite mentre, i dirigenti di prima fascia, 10 volte, sarebbe sufficiente. Basterebbe pensare a come la cosa pubblica, la burocrazia italiana infeliciti spesso la vita degli italiani per sentir montare dentro di sé la rabbia. Affiancando però alle cifre fornite da Cottarelli gli stipendi degli omologhi europei, allora si rischia davvero il travaso di bile.

“In Germania – scrive Claudio Tucci sul Sole 24 Ore – un dirigente pubblico apicale ha una retribuzione lorda di circa cinque volte il reddito pro capite tedesco. In Francia è quasi 6.5 volte. In Italia? La retribuzione lorda dei dirigenti pubblici apicali è di circa 12 volte il reddito pro capite italiano”.

E questa è solo la punta dell’iceberg. Scendendo di livello infatti la sostanza non cambia. In Germania, un dirigente di prima fascia ha una retribuzione lorda pari a 4.27 volte il reddito tedesco. Nel Regno Unito siamo a 5.59. In Italia 10.17 volte.

Prima di innervosirsi oltre modo, è corretto ricordare e sottolineare che il reddito medio pro capite è diverso in Italia e in Germania e, a Berlino come a Londra è sensibilmente più alto che a Roma. Fattispecie questa che, almeno in parte, assottiglia e ridimensiona le differenze tra i redditi in questione. Assottiglia ma non elimina però, e volendo usare un termine caro alla politica e all’economia degli ultimi tempi, lo spread tre le retribuzioni italiane e quelle degli altri paesi europei torna a salire prendendo in considerazione il servizio offerto nei vari stati.

E se è vero che i redditi pro capite sono diversi, e non poco, nei diversi stati dell’Unione, sarà allora altrettanto utile mettere a confronto le diverse retribuzioni dei dirigenti pubblici tra loro, e non solo in relazione al reddito pro capite sinora citato. Ma da questo esercizio non arrivano buone notizie. Un dirigente di prima fascia italiano, ad esempio, guadagna appena l’81.9% in più rispetto al suo omologo d’oltremanica. Alla faccia del reddito pro capite.

Cottarelli ipotizza una riduzione media delle retribuzioni dei dirigenti in questione dell’8/12% e nuove regole per il futuro, per arrivare a risparmiare sino a 500 milioni. Noi, intanto, facciamo la fila e aspettiamo settimane per un documento, ad esempio.

BlitzQuotidiano

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